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  • Escursione al rifugio Passo Selle sulle tracce della prima guerra mondiale

    Escursione: Dal San Pellegrino al rif. Passo Selle tornando al passo con i sentieri della prima guerra mondiale
    Luogo:Passo San Pellegrino
    Condizioni Meteo :Pioggia
    Difficoltà:Escursione semplice ma faticosa nella prima parte, forse più impegnativa nei sentieri che riscendono al passo passando per le fortificazioni militari.
    Durata:3.30h  - Semi anello, per 6,7 km
    Panorama:4/5 - Dal Passo Selle la visuale spazia dalla cima Costabella, fino al Catinaccio
    Avvistamenti : Si, marmotte
    Passeggino:Forse. Per arrivare al rifugio ci sono due strade, una è percorribile dalle jeep, ma negli ultimi 50 metri è davvero ripidissima.

    Il rifugio visto dall'alta via Bepi Zac

    6.7 km, 04:18:25

     

    Eravamo già stati in escursione al passo San Pellegrino, facendo un bellissimo giro ad anello tra il rifugio Fuciade e la baita Paradiso. Stavolta decidiamo di risparmiarci la strada che porta a baita Paradiso e prendiamo la seggiovia, sola andata, che ci porta in quota, anche perchè la nostra sarà un pò una corsa contro il tempo, che minaccioso incombe su di noi. Scesi dalla seggiovia prendiamo subito il sentiero che sale a sinistra passando tra roccia e ghiaia. Qui i fischi di marmotte si sentono fortissimi, ci hanno avvistato e danno l'allarme. Riusciamo a vederne diverse. Continuamo a salire, ma non è troppo faticoso, il dislivello c'è ma non è tanto e comunque si presenta dolce fino sotto il rifugio. Gli ultimi 50 metri, dopo aver superato dei piccoli nevai, sono quasi verticali, per uno strappo che finalmente ci vede raggiungere il rifugio proprio quando il cielo comincia a far cadere le prime goccioline.

    Salendo al rifugio passo Selle

    Uno scorcio da una postazione di mitragliatrici sull'alta via Bepi Zac

    Mentre siamo al caldo nel rifugio fuori il tempo peggiora. Fa un freddo pazzesco. Ci prendiamo il nostro tempo fino a che l'acqua non concede una tregua e intanto timbriamo il passaporto della montagna per bambini. Avviciniamo, ma non percorriamo, l'alta via Bepi Zac per qualche centinaio di metri, per arrivare alle postazioni d'artiglieria ben visibili dal rifugio, da dove la vista è superlativa e spazia quasi a 360 gradi su tutta la zona, fino a intravedere il Roda di Vael. Il tempo diventa nuovamente nero e ci invita ad affrettarci. Scendiamo per la sterrata fino ad un bivio, dove lasciamo la comoda via per il sentiero leggermente più impegnativo che porta alle trincee e ai baraccamenti del conflitto del 1915-18.

    I primi baraccamenti che incontriamo

    L'interno di un baraccamento

    Va fatta una precisazione, qualora vogliate scendere da questa parte. I baraccamenti sono tutti vuoti, e forse poco interessanti, soprattutto per i bambini, ma visto il freddo della giornata lasciavano ampio spazio all'immaginazione di come potesse essere la vita quassù 100 anni fa, soprattutto nel periodo invernale.

    Continuiamo a scendere fino al lago della Campagnola dove c'è un bivio. Sentiero normale e sentiero ripido, che porta rapidamente alla postazione di una cannoniera. Ora è d'obbligo una precisazione.Il sentiero non è soltanto ripido, ma esposto, molto esposto. Ne abbiamo percorso una buona parte, fino a che, in un punto troppo pericoloso per i bambini ho deciso di tornare sui miei passi e prendere l'altro sentiero, quello normale. Si può comunque arrivare fino al lago e vedere l'interno di altri baraccamenti, ma poi prendete per mano i vostri bimbi e tornate indietro.

    Tornati al bivio prendiamo quindi il sentiero normale, visibile a tratti nella prima parte, ma intuibili, che scende gradualmente fino all'inizio della seggiovia, passando negli ultimi 300 metri dentro pascolo.

    - Variante - Dal rifugio passo selle potete proseguire su tutta la mulattiera ripassando per baita paradiso e riscendere comodamente fino al passo.

  • Escursione al rifugio Pertini sul sentiero Friedrich August

    Escursione: Dal Passo Sella al Rif. Pertini
    Luogo:Sassolungo
    Condizioni Meteo :Variabile
    Difficoltà:Escursione senza dislivelli significativi tranne il primo pezzo, ma con sentiero esposto in alcuni tratti, che non presenta però difficoltà se avete passo sicuro.
    Durata:1.30h  - Sola andata, per 4 km
    Panorama:4,5/5 - Siamo sotto al Sassolungo, la vista è meravigliosa, Sass Pordoi e Marmolada sono li sempre ben visibili.
    Avvistamenti : Si, marmotte
    Passeggino:No.Con il passeggino sarà però possibile raggiungere il rif. Salei e successivamente il rif. Friedrich August

    Il rifugio pertini

    3.9 km, 01:20:47

     

    Arriviamo presto al Passo Sella, i posti sono pochi, e parcheggiamo l'auto proprio in cima al passo. Scendiamo verso la Val Gardena per qualche centinaio di metri. Sulla sinistra notiamo subito un sentiero che si inerpica nei prati. Prendiamo quello basso, sulla destra, non quello che punta dritto sulla piccola montagnetta, fatica sprecata. Il sentiero si ricongiunge presto con la sterrata che parte più in basso e porta al rifugio Salei. Questa escursione è perfetta per i vostri bambini, la ricompensa al ritorno sarà lasciarli giocare qui, con tantissime attrazioni tra cui i tappeti elastici. Lasciamo il Salei e proseguiamo sulla sterrata, che diventa ripidissima, per uno stacco di 200 metri davvero intensi. Arrivati in cima si aprirà la vista sul Col Rodella, a sinistra e di fronte a noi sul rifugio Friederich August, molto bello, quasi lussoso direi, famoso per avere un Yak al pascolo.

    Il sentiero per il rif Pertini

    L'unico tratto veramente esposto dell'escursione

    Qui dovrete necessariamente mollare il passeggino e proseguire a piedi o con zaino portabimbi.

    Lasciato il rifugio alle nostre spalle il sentiero diventa sempre più stretto, fino ad essere una striscia di terra larga un metro o poco più che però non presenta vere e proprie difficoltà se non nell'unico tratto che si vede nella foto qui sopra, ma che come si evince chiaramente, può essere aggirato passando più in alto. Continuiamo tra saliscendi mai troppo faticosi attraversando per due volte un corso d'acqua. Le marmotte fischiano preoccupate. Dopo 1.20h circa dalla partenza al passo ecco spuntare da dietro una roccia il rifugio Pertini, meta della nostra escursione. Volendo è possibile continuare il sentiero fino alla malga Sassopiatto e poi continuare tutto il giro del Sassolungo e Sassopiatto ricongiungendoci con il rifugio Comici e poi chiudere il cerchio di nuovo al passo.

    I giochi del rifugio Salei

    Ma l'escursione per noi termina qui e una volta consumato il pranzo al sacco, messo il timbro sul Passaporto della montagna per Bambini, riprendiamo il sentiero ripercorrendo i nostri passi per fermarci al rifugio Friederich August per una birra e poi al Salei per far giocare i bambini fino al tramonto. Proprio qui fate attenzione alle marmotte, è possibile avvistarle sotto la partenza dell'impianto subito sotto a sinistra del Salei e sotto il secondo pilone dell'impianto che passa proprio sopra il salei.

    Si torna al passo sempre seguendo le orme dell'andata.

     

  • Escursione al Rifugio Taramelli il più antico del Trentino

    Escursione: Dal campeggio Vidor a Pozza di Fassa fino al rifugio Taramelli in val Monzoni
    Luogo:Val Monzoni
    Condizioni Meteo :Sole
    Difficoltà:Nessuna, a giugno c'era solo un nevaio da attraversare, ma senza problemi.
    Durata:Una giornata
    Panorama:2.5/5 - Bella la vista che si ha sulla valle Monzoni e su Punta Vallaccia
    Avvistamenti : No
    PassegginoNo - Si può usare solo fino alla malga Monzoni

    Il rifugio Taramelli il più antico del Trentino

    6.3 km, 03:28:24

     

    NOTA BENE: LA TRACCIA GPX PARTE DALLA MALGA MONZONI PERCHE' AVEVO DIMENTICATO DI ACCENDERE IL GPS

    Volete andare al rifugio più antico del trentino? Allora questa è l'escursione giusta per voi. Si parte da Pozza di fassa, parcheggiando più precisamente davanti al campeggio Vidor. Poco sotto il campeggio, dove c'è un ampio parcheggio e le navette che portano su al rifugio monzoni o nella valle di san Nicolò, parte un sentiero dentro il bosco che in mezzora porta alla Malga Crocifisso, dove una volta, quando ero bambino, si poteva arrivare e parcheggiare, e anche oltre, in un ampio parcheggio che serviva la valle di san Nicolò. Ora però c'è un bel divieto di accesso, e seguendo il sentiero si evita quindi la strada asfaltata per passare al fresco nel bosco.

    Una volta raggiunta la malga potreste prendere subito la strada che sale a destra dietro la piccola chiesetta, ma io vi suggerisco di camminare ancora per 150 metri e prendere il sentiero a destra all'altezza di un altarino in legno di Gesù. Anche in questo modo si eviterà di passare sulla strada percorsa dalle navette per un bel pezzo. Una volta ricongiunti col sentiero principale dobbiamo fare un ultimo sforzo e affrontare, sempre in salita, gli ultimi 300 metri per arrivare alla malga monzoni. Tutto questo percorso, di 1h.30 potete tagliarlo pagando e salendo col pulmino.

    La vista sulla valle

    Punta Valaccia e rifugio punta Vallaccia

    Ora ci sono due sentieri che partono subito dietro la malga, uno va al Rifugio Vallaccia, l'altro che è quello che prendiamo noi, e ci porta in 40 minuti al Rifugio Taramelli, il più antico del trentino. Il passeggino qui non è proprio possibile portarlo, sentiero è pieno di pietraia e ben più ripido. Proprio sotto il rifugio oltrepassiamo un nevaio residuo di questo inverno pieno di neve e finalmente raggiungiamo la nostra meta. Ad accoglierci c'è Ares, un cagnolone simpatico e affettuoso che ci terrà compagnia per il tempo del pranzo al sacco.

    Riscendiamo dal Taramelli sullo stesso sentiero fino alla malga monzoni, e da li di nuovo sui nostri passi fino al Vidor passando per Malga Crocifisso.

     

  • Escursione al Rifugio Vajolet

    Escursione: Dal Ciampedie al Rifugio Vajolet, passando per il rifugio Gardeccia
    LuogoCatinaccio
    Condizioni Meteo : Variabile
    Difficoltà: Fino al Gardeccia nessun problema per nessuno, da li in poi l'escursione diventa impegnativa e ci vuole gamba e fiato
    Durata: 2h  - Sola andata, per 4,5km
    Panorama: 3.5/5 - Si arriva sotto le torri del Vajolet,e si è circondati dalla roccia.
    Avvistamenti : No
    PassegginoSi, fino al Gardeccia senza problemi, oltre diventa davvero impegnativo pensare di spingerlo con tali pendenze.

    Rifugio Preuss e Vajolet

     

    4.8 km, 01:58:06

    Saliamo con la funivia che da Vigo di Fassa ci porta in cima al Ciampedie. Da qui scendiamo verso il rifugio Negritella e proseguiamo verso il bosco imboccando il comodo sentiero che praticamente in pianura e in 45 minuti di cammino, attraversando le piste da sci (la pista Tomba è davvero ripida) ci porta ad un pianoro con tanti rifugi, Gardeccia e Stella Alpina i più grandi. Qui c'è una bellissima fontana dove rinfrescarsi e riempire le borracce.

    Il sentiero sale verso il Vajolet

    Fino a qui nessun problema, ma la salita vera comincia ora. Il sentiero sale decisamente, impennandosi per non mollare mai, fino a che non sarà visibile il Rifugio Preuss, arroccato su un costone di roccia. Manca qualche centinaio di metri, il sentiero sale a zig zag per smorzare la pendenza, tra rocce e pareti a picco. Finalmente raggiungiamo i rifugi, Preuss e Vajolet, sotto le torri omonime. Per chi ha voglia di continuare si può salire al Re Alberto, che è proprio sotto le Torri del Vajolet, con un sentiero molto impegnativo che va affrontato aiutandosi con corde metalliche, o continuare per il rifugio Passo principe.

    La strada del ritorno è la stessa dell'andata, bisogna solo fare attenzione a non scivolare sulla ghiaia.

  • Escursione al sentiero Marciò

    Escursione: Sentiero Marciò.
    Luogo: Parco di Paneveggio
    Condizioni Meteo : Variabile
    Difficoltà: Escursione Facile, sterrata quasi completamente pianeggiante. Sentiero didattico.
    Durata: 1h
    Panorama: 2/5 – Nel bosco, non c’è molto da vedere.
    Passeggino: Si

    Il sentiero Marciò parte dietro il centro visitatori del Parco di Paneveggio, che consiglio di visitare anche prima della breve escursione. Poco più avanti, all’altezza del bar Manuel, potrete far vedere ai vostri bimbi i cervi tenuti in un grandissimo recinto, molto confidenti, quindi evitiamo di dar loro da mangiare pizza o cioccolatini, educando i nostri figli a NON nutrire gli animali con il nostro cibo. Meglio qualche filo d’erba.

    Partiti per il sentiero, subito superato il ponticello vetrato, scopriamo che questo è un sentiero didattico. Ogni tanto si incontra un palo con informazioni sugli animali, le loro abitudini, punti di osservazione e quant’altro. L’escursione ad anello è estremamente semplice, di breve durata e alla portata di tutti.

    {jcomments on}

     

  • Escursione alle Cinque Torri

    1 km, 01:10:58

    Escursione: Cinque Torri
    Luogo: Cortina d’Ampezzo
    Condizioni Meteo : Sole e caldo
    Difficoltà: Facile se salite con la seggiovia, come abbiamo fatto noi.
    Durata: Non abbiamo fatto un vero e proprio percorso, abbiamo visitato le trincee con calma, e pranzato al sacco sui bellissimi prati sotto le torri.
    Panorama= 5/5 – Straordinario, a 360°
    Passeggino= Si, almeno nella parte subito vicino alla seggiovia e dintorni. Assolutamente no nelle trincee.

    Al secondo tentativo riusciamo a salire alle 5 Torri. Il primo è fallito causa gara ciclistica con passo chiuso, quindi siamo stati costretti a tornare indietro. La giornata è perfetta, fa caldo, c’è il sole, arriviamo anche abbastanza presto e saliamo usando la seggiovia, passeggini al seguito, che poi non sono praticamente stati usati visto il percorso che si inerpica nella roccia o in strette trincee, ma se volete restare nei dintorni o arrivare a ridosso delle Torri non c’è nessun problema.

    Il panorama è straordinario. Non appena scesi dalla seggiovia ci siamo resi conto che le Cinque Torri si trovano in una posizione eccezionale, circondate a 360° gradi da alcuni dei posti più belli delle Dolomiti Ampezzane. Le torri sono state scenario dello scontro tra l’Italia e le truppe Austro-Ungariche durante la prima guerra mondiale, e la storia è li, a disposizione, a memoria dei tempi. Potete visitare questo bellissimo museo a cielo aperto, ripercorrere le trincee, guardare le condizioni in cui hanno affrontato tutto questo i soldati, visitare costruzioni belliche.

    E poi, a pranzo, stendervi su un prato e godere del bellissimo panorama, riposarvi sotto le torri, binocolo alla mano, in cerca di arrampicatori, o magari per vedere la funivia del lagazuoi.

    L’escursione alle Cinque Torri seppure come affrontata da noi, è estremamente appagante, soprattutto in una giornata soleggiata. Da non perdere.

     

     

  • Escursione da Passo Rolle a Baita Segantini

    Escursione: Baita Segantini
    Luogo: Passo Rolle – Dolomiti
    Condizioni Meteo : Soleggiato, Fresco
    Difficoltà: Per tutti, purché allenati
    Durata: 4h di camminata circa tra andata e ritorno
    Panorama:5/5 – Panorama straordinario
    Passeggino: si, di qualsiasi tipo, meglio se da trekking

    Una bellissima escursione che parte da Passo Rolle (1989m) è quella che porta alla Baita Segantini. Il sentiero è una mulattiera molto larga, tanto da permettere il passaggio di una navetta che se volete può evitarvi la fatica e portarvi direttamente in cima, sotto le Pale di San Martino.

    Parcheggiata l’auto al parcheggione in cima al passo, ci si incammina su per i prati seguendo sentieri di terra battuta, fino a ricongiungersi alla sterrata principale. Questo sentiero non presenta mai difficoltà, se non una salita poco impegnativa ma costante. Ci sono delle deviazioni che tagliano nettamente il tragitto della mulattiera principale, ma che presentano dei tratti leggermente più impegnativi a livello di sforzo fisico. Il vostro allenamento e determinazione decideranno quale strada farvi prendere.

    La prima sosta per riposare le spalle dal peso degli zainetti porta bimbo l’abbiamo fatta alla Capanna Cervino (2084m). Qui la curiosità dei nostri piccoli viene catturata da un piccolo recinto con degli animali da fattoria. Per i pigri, qui fa sosta anche la navetta. Bevuto un sorso d’acqua si riparte.

    Dopo un paio d’ore di cammino raggiungiamo la Baita Segantini (2170m). Troviamo un posto dove stenderci ad ammirare la maestosità delle Pale di San Martino, nei pressi del laghetto sotto la baita e ci godiamo un meritato panino e un po’ di frutta. Lasciati liberi i bimbi di scorrazzare mi godo le Pale di San Martino e la loro imponenza. Vi si sente sovrastati da queste rocce, circondati solo dal rumore del vento.

    Un veloce caffè alla Baita Segantini, affollatissima, forse una delle più affollate che abbia mai visto. Le possibilità di escursione qui in cima sono numerose, ma con due bimbi al seguito torniamo sui nostri passi, seguendo lo stesso percorso a ritroso. Mentre scendete concedetevi un attimo per affacciarvi sulla destra, dove sarà visibile il Castellazzo, meta di escursionisti diretti al Cristo Pensante.

     

  • Escursione fino ai resti del Beechcraft C45 nei monti Lucretili

    Escursione: Dalla pineta di Monteflavio fino ai resti del Beechcraft C45
    LuogoMonti Lucretili, Lazio
    Condizioni Meteo : Soleggiato 
    Difficoltà: Escursione semplice adatta a tutti
    Durata:1.10h sola andata
    Panorama:2,5/5 - Siamo alle pendici del monte Pellecchia e possiamo osservare il monte Gennaro
    Avvistamenti : No
    PassegginoSi, meglio da trekking

    Il monte Pellecchia

     

    3.3 km, 01:08:32

    Questa bella e semplice escursione inizia dalla pineta di Monteflavio, raggiungiubile seguendo una sterrata non troppo impegnativa se non in alcuni tratti, dove lasceremo l'auto e inizieremo il sentiero che ci poterà alle pendici del monte Pellecchia e al sentiero che porta su in vetta, ma che in questa escursione non prenderemo, limitandoci a raggiungere i resti dell'aereo che negli anni 60 si schiantò su questa montagna.

    Nel periodo primaverile bisogna stare attenti alle processionarie che si trovano nella prima parte del percorso, quella coperta dai pini. Non ce n'erano molte, ma i nidi erano davvero molti, quindi prestate attenzione quando passate sotto gli alberi, magari tenendovi al centro del sentiero.

    La sterrata che porta alle pendici del Pellecchia

     

    L'escursione non è mai impegnativa, la strada è sempre molto comoda e praticamente in piano. Dopo circa 40 minuti si raggiunge un'altra area picnic con qualche tavolino dalla quale è possibile godersi la vista del monte Gennaro, seconda cima dei Lucretili, per poi proseguire fino ad un bivio dove terremo la destra. Questa sarebbe la parte di ritorno del giro ad anello del Monte Pellecchia, ma l'aereo è li a pochi passi. Difatti dopo 200 metri circa, lungo la strada, incontriamo la coda dell'aereo.

    La coda del Beechcraft C45

    Come raggiungere la parte superiore dell'aereo

    Dalla coda, guardando le indicazioni della foto qui sopra, dovete salire arrampicandovi nel bosco fino ad uscire dalla vegetazione, roba di 50 metri, e vi troverete di fronte la parte alta dell'aereo, le ali e il carrello. Ci dovrebbe essere, a valle, anche il motore, ma non siamo riusciti a trovarlo.
    Per tornare riprendete i vostri passi e seguite il sentiero a ritroso, per una lunghezza totale di 7km circa.

     

  • Escursione Passo Rolle ai laghi di Colbricon e ritorno a San Martino di Castrozza

    Escursione: Laghi di Colbricon, partenza da Passo Rolle, arrivo a San Martino di Castrozza passando per Malga Ces.
    Luogo: Passo Rolle
    Condizioni Meteo : Coperto
    Difficoltà: Escursione facile con un solo passaggio esposto.
    Durata: 2h
    Panorama: 3/5 – Escursione piacevole, preferibile col sole per pranzo al sacco al lago.
    Passeggino: Si, fino ai laghi.

    Tornando dall’escursione in Val Venegia decido di farmi lasciare a Passo Rolle per fare il sentiero 348 che passa per i laghi di Colbricon e scende fino a San Martino di Castrozza. Stavolta vado solo, i bimbi sono stanchi e tornano a casa con la mamma, a riposare.

    Il sentiero è molto bello, passa in un bosco pieno di colori e arriva in breve tempo ai laghi di Colbricon, dove si intravede anche il rifugio omonimo. Decido di fare il giro dei laghi, ringrazio i miei scarponi per aver tenuto i piedi asciutti nei passaggi molto umidi, dopo qualche foto raggiungo un cartello che mi racconta la storia di questi laghi. Qui troviamo la prima testimonianza dell’uomo in alta quota, un piccolo insediamento scoperto dai fratelli Secco nel 1971.

    Prendo un caffè al rifugio e mi rimetto subito in marcia. Il tempo è brutto, le nuvole cariche di pioggia, scure e minacciose, temo di prenderla tutta. Continuo sul sentiero 348 che dopo una brevissima salita inizia a scendere. Qui l’unico punto esposto dell’escursione, un sentiero che fiancheggia la montagna ma che non presenta alcuna difficoltà per un escursionista navigato. Dopo un breve tratto nel bosco si sbuca sulla pista da sci dietro Malga Ces.

    All’altezza di quest’ultima, sempre sulla pista, dirimpetto alla malga, c’è l’indicazione del sentiero che riporta verso San Martino, passando per il bosco. Potete scegliere diversi sentieri a dire la verità, ne ho fatti diversi, tutti portano giù in paese, avete solo l’imbarazzo della scelta.

     

  • Fontanone di Goriuda

    {jcomments on}Il fontanon de Goriude

    Siamo in Val Raccolana, che si raggiunge scendendo da Sella Nevea verso Chiusaforte. Dopo qualche tornante e scendeno parecchio di altitudine si arriva ad una trattoria dove è possibile parcheggiare l'auto. Da qui in 15 minuti si raggiunge un posto fantastico che non dovete assolutamente perdervi se siete in zona.

    Il Fontanone di Goriuda si presenta maestono ed imponente, con la cascata d'acqua, la cascata del sole, che si tuffa nel laghetto sottostante creando scrosci, nubi d'acqua e uno spettacolo naturale davvero maestoso. Si può passare sotto la cascata e fermarsi sulle rive del laghetto per ammirarne le acque limpide. Un posto consigliatissimo soprattutto per i vostri bambini che ne rimarranno stupefatti.

  • I tre confini

    {jcomments on}Escursione: Escursione al ceppo dei tre confini tra Italia, Slovenia e Austria, simbolo di amicizia tra popoli.
    Luogo: Si sale da Arnoldstein, tramite la lunghissima seggiovia
    Condizioni Meteo : Soleggiato
    Difficoltà: Escursione senza alcuna difficoltà
    Durata: 30 minuti, solo andata
    Panorama: 4/5 – In condizioni di meteo buone si vedono i tre grandi laghi dell'Austria, Faake, Worther e Ossiacher
    Avvistamenti : No
    Passeggino: Si

    Il ceppo dei tre confini

     

    1.1 km, 00:22:57

    I tre confini è un punto situato a 1500 metri circa che rappresenta l'amicizia tra tre nazioni, l'Italia, la Slovenia e l'Austria.
    Ci sono ovviamente tre modi per raggiungerlo, tre sentieri differenti che partono dai tre stati. Noi siamo saliti da Arnoldstein, in Austria, qualche chilometro dopo il confine Italiano, per facilitare la salita ai bambini gia stanchi dai giorni precedenti. Il costo della seggiovia, lunghissima e altissima in alcuni punti, è di 39 euro circa tutta la famiglia.

    Una volta in cima il paesaggio è davvero bellissimo, nonostante la quota d'arrivo della stazione a monte non sia cosi elevata, si riesce a vedere già quasi a 360 gradi. Da li parte una passeggiata, perché è di questo che si tratta, che arriva su al cippo dei tre confini, dove la vista è davvero eccezionale, e in una bella giornata come è stata la nostra, si riescono a vedere tre grandi laghi austriaci, il Faaker, il Worther e persino l'Ossiacher.

    Mucche al pascolo

    I pascoli in cima alla montagna e in fondo la seggiovia di Arnoldstein

    A scendere potete decidere di farla sempre in seggiovia, se avete pagato il biglietto a/r ovviamente, o fare la lunghissima carrareccia che in 2 ore circa vi riporterà al parcheggio a valle.

  • L'antica Viel Dal Pan

    Escursione: Dal passo Pordoi al rifugio Viel Dal Pan
    LuogoPasso Pordoi
    Condizioni Meteo : Pioggia misto neve
    Difficoltà: C'è solo la salita per arrivare alla via del pan, poi è tutta in saliscendi, molto rilassante. Attenzione, sentiero largo ma esposto con pendii accentuati
    Durata: 1.30h  - Sola andata, per 3,1km a passo di bambino
    Panorama: 5/5 - Siete al cospetto della Regina delle Dolomiti, non si può chiedere di più.
    Avvistamenti : No
    PassegginoNo

    Il lago Fedaia

     

    3.1 km, 01:48:36

    In una giornata non proprio soleggiata, raggiungiamo il passo Pordoi, punto di parte della nostra escursione. Dovete partire esattamente di fronte al primo negozio di souvenir se venite dalla Val Gardena, o dall'ultimo venendo dalla Val di Fassa. Li, dietro un hotel,  dove vedete in alto una chiesetta di montagna, inizia il sentiero che sale ripido per prendere subito quota fino all'arrivo al rifugio Fredarola. Da qui il sentiero parte comodo e per lo più pianeggiante, sul costone della montagna.

    La marmolada ci accompagna per tutto il tragitto

    Il panorama è entusiasmante. La regina delle dolomiti, la Marmolada, è li a farci compagnia per tutto il percorso, con le sue vette, le più alte delle dolomiti, come Punta Penia e il Gran Vernel. Qui i bambini vanno tenuti sotto controllo perché sebbene il sentiero sia sufficientemente largo e comodo, siamo sempre sul costone di una montagna e i pendii sono davvero ripidi, quindi massima attenzione. La strada in quota per arrivare al rifugio non è faticosa e non è lunga, la meta è il rifugio Viel dal Pan, che offre una terrazza belvedere sulla marmolada veramente eccezionale.

    Il sentiero

    ll rifugio appare all'improvviso all'orizzonte.

    Consumato il pranzo al sacco (o al rifugio) si può tornare indietro passando per la cresta subito dietro il rifugio e fare una capatina al Sas Ciapel, la strana vetta proprio dietro di voi, oppure rientrare per il sentiero fatto all'andata, sicuramente più comodo e adatto ai bambini. Tornando prendiamo un temporale estivo con qualche fiocco di neve incorporato, troviamo rifugio al Fredarola, un rifugio davvero molto curato e con due gatti, uno simpaticissimo, Turbo, che si verrà a sedere con voi per farsi spupazzare un pò. Si ridiscende per il sentiero fino al passo.

    {jcomments on}

  • Lago di Jasna

    {jcomments on}Il bellissimo lago di Jasna in Slovenia

    Il lago di Jasna si trova nelle immediate vicinanze di Kraniska Gora, cittadina slovena di montagna, subito dopo il confine con Tarvisio, e forse più nota per le sue piste da sci che per quello che ha da offrire nel periodo estivo, sebbene li intorno ci siano diverse escursioni da fare, tra cime, cascate e laghi.

    Arrivati al lago potete scegliere di parcheggiare nelle sue immediate vicinanze (ammesso che troviate posto) o parcheggiare circa 1km prima e fare la bellissima passeggiata che costeggia il fiume e arriva sulle rive del lago.

    I locali sul lago dove prendere una birra fresca

    Lago di Jasna, tra bagni e tuffi

    Ci sono diversi posti dove prendere qualcosa da bere o mangiare un boccone, la scelta non mancherà, ma se vi porterete il pranzo al sacco avrete massima scelta dove fermarvi in tutto relax, tra le sponde del lago, le piattaforme sotto il sole, o il letto quasi del tutto asciutto del fiume. L'acqua non è gelida, c'è una bella piattaforma per fare i tuffi nelle sue acque cristalline ed un noleggio per kayak. Tutto quello che serve per passare una giornata in pieno relax circondati dalla natura.

  • Lago Dimon

    Escursione: Lago dimon, partendo dal vecchio castello Valadjer
    Luogo:Castello Valadjer
    Condizioni Meteo :Variabile, pioggia.
    Difficoltà:Escursione micidiale seguendo il sentiero CAI 404. Si fanno tutti i metri di dislivello in una manciata di km.
    Durata:3,53h  - Andata e ritorno, per 10,3 km totali
    Panorama:3/5 - Lago molto bello e panorama di ampio respiro seguendo il sentiero cai
    Avvistamenti : No
    Passeggino:Si, la sterrata è buona ma dovete fare quella andata e ritorno.

    Il lago dimon

    10.4 km, 04:48:30

    Per andare al lago Dimon ci sono diverse strada, che partono tutte nei pressi del castello Valadjer, sopra Ligosullo. La più comoda è sicuramente la noiosissima mulattiera, che volendo vi porta direttamente al lago (non ho visto divieti) ma è stretta e si passa uno per volta, quindi se incontrate un'auto nel senso opposto tanti auguri.
    Il sentiero scelto da noi è quello del CAI 404, che parte dentro al bosco. Facciamo subito una considerazione. Questo sentiero ha una pendenza davvero molto accentuata, è molto faticoso, si fanno molti metri (circa 400) di dislivello in meno di 1km, quindi vi lascio immaginare le pendenze. Una volta raggiunti i 1.708m di Val di Legnan, dove c'è un ripetitore, possiamo tirare un pò il fiato e fare una sosta. Si riparte puntando il monte Neddis, 1990m, che aggireremo passandoci sotto a quota 1900 circa, su un sentiero che sale ripido ma molto meno di quello appena fatto, ma soprattutto in quota con una bellissima visuale sulle vallete sottostanti e sul monte Zermula, e se siete fortunanti come noi riuscirete a vedere persino il Triglav, in Slovenia.

    Finalmente siamo in quota!

    Ce l'abbiamo fatta, da qui in poi è una passeggiata!Finalmente siamo in quota!

    Raggiunge le pendici del Neddis il sentiero spiana e l'ultima parte si fa completamete in falsopiano, guardando dall'alto la noiosissima sterrata, fino a che dietro una roccia ecco spuntare il lago Dimon. Il sentiero proseguirebbe dritto, ma il tempo è cambiato, rischiamo di prendere l'acqua, cosi scendiamo dritti per dritti puntando il lago, cosa che sconsiglio di fare se non allenati ma soprattutto dopo un temporale, il rischio di scivolare è molto elevato (anche se non cadrete in nessun burrone).
    Al lago il cielo si fa nero, non riusciamo ad apprezzare la bellezza del posto ne tantomeno sperare di fare una capatina a monte Dimon o al Paularo. Riesco però a farmi offrire una birra da dei ragazzi che stanno campeggiando da 3 giorni, davvero super organizzati, persino con una zattera per accorciare le distanze tra una sponda e l'altra.

    Il lago visto da sotto la cima Dimon

    Raggiungiamo il lago dopo aver preso la direttissima.

    Col boccone in bocca cominciamo a mettere i kway, c'è un fuggi fuggi generale, giustificato dall'acquazzone che prendiamo per buoni 40 minuti sulla sterrata (molto più facile da fare soprattutto sotto le intemperie), arrivando cosi alla macchina fradici nonostante il sole sia tornato prepotente e su al lago non ci sia più nemmeno una nuvola.
    Sfortuna, in montagna capita!

  • Lago Volaia

    Escursione: Dal rifugio Tolazzi al lago Volaia
    Luogo:Passo Volaia
    Condizioni Meteo :Soleggiato
    Difficoltà:Escursione impegnativa soprattutto se nella prima parte si sceglie il sentiero che taglia per il bosco
    Durata:1,27h  - Sola andata, per 3,1 km
    Panorama:5/5 - Il posto è sublime. Di una bellezza rara. Escursione consigliatissima
    Avvistamenti : No
    Passeggino:No

    Il bellissimo lago Volaia al tramonto

    3.2 km, 02:20:15

    Quella al lago Volaia è una escursione che mi sento di consigliare anche a chi ha poco allenamento, perché sebbene l'escursione sia abbastanza impegnativa il posto che si raggiunge è davvero magico, soprattutto se a farvi compagnia c'è una bella giornata di sole, come nel nostro caso.
    Il sentiero parte dietro il rifugio Tolazzi, che è comodamente raggiungibile salendo sopra forni avoltri, lungo una strada asfaltata comoda che arriva fino sotto il rifugio, dove c'è molta possibilità di parcheggiare l'auto, anche se come noi doveste arrivare tardi.
    Dopo aver percorso qualche tornante della sterrata dietro il Tolazzi incontriamo un bivio: Rif Lambertenghi - Passo Volaia oppure Rifugio Marinelli. Seguiamo il sentiero per il Lambertenghi, per poi di nuovo deviare nel bosco al bivio successivo. A questo bivio potete scegliere di fare il sentiero di montagna, sulla destra, con pendenze più marcate ma più corto e più appagante, oppure tenervi sulla sinistra e proseguire sulla strada sterrata, noiosa ma più comoda.

    Siamo nella seconda parte del sentiero, che sale in modo ancora più ripido rispetto a prima

    Il rifugio austriaco sulla sponda opposta del lago

    Il sentiero sale in mezzo al bosco, fino ad uscirne e farci capire subito che siamo ancora lontani dalla nostra meta. Dobbiamo per prima cosa ricongiungerci alla mulattiera e poi prendere il sentiero inequivocabile che sale su, senza sosta, con la possibilità di fare qualche piccola scorciatoia se siete avventurosi (i bambini ringrazieranno). La salita è dura, ma finalmente raggiungiamo la prima costruzione in pietra qualche centinaio di metri sotto il rifugio Lambertenghi.
    Qui finalmente il sentiero molla un pò, le pendenze si fanno più dolci, il rifugio è in vista e lasciamo che le gambe vadano da sole. Superato il rifugio Lambertenghi, chiuso per restauro, rimaniamo affascinati dalla bellezza del Lago Volaia, incastonato fra le rocce, circondato da trincee e neve. Un luogo magico.

    Che soddisfazione aver esplorato trincee e trovato reperti della prima guerra mondiale!

    Decidiamo di prendere una birra al rifugio austriaco, sulla sponda opposta. Dopo la sosta scendiamo a mettere i piedi nelle acque gelate del lago. C'è persino qualche tedesco che azzarda un bagno. Tutto intorno ci sono trincee, filo spinato, testimonianze della grande guerra. Smuovendo qualche sasso trovo una scatola di sardine, i bambini sono elettrizzati, la ricerca continua e aggiungiamo al "bottino" due involucri di proiettile e molti frammenti di granate. Facciamo anche un salto sul piccolo nevaio, e quando il sole comincia a calare ci accorgiamo di essere gli unici rimasti. Quindi cominciamo la nostra discesa, visitando prima le trincee e le gallerie sotto il Lambertenghi, poi prendendo la strada del ritorno per proseguire stavolta lungo la sterrata sicuramente più comoda.(GPX TRACK di questa sterrata piu comoda solo per metà tragitto disponibile su richiesta).

  • Malga Grantagar

    {jcomments on}Escursione: Saliamo fino alla Malga Grantagar 
    Luogo:Sopra il lago di Predil
    Condizioni Meteo : Soleggiato 
    Difficoltà: Escursione che sale costantemente, senza mollare mai, fino alla malga. MOLTO NOIOSA, soprattutto per i bambini.
    Durata: 1:45h
    Panorama: 4/5 - La fatica di fare un sentiero privo di alcun interesse viene ripagata dalla vista che si ha dalla malga.
    Avvistamenti : No
    Passeggino: Si, ma il sentiero è costantemente in salita, non molla mai e non ci sono punti comodi dove riposarsi senza dover tenere fermo il passeggino.

    L'arrivo alla Malga Grantagar

     

    3.9 km, 02:04:26

     

    Sulla strada per Sella Neva venendo da Tarvisio (Sp 76), dopo aver superato il lago di Predil, troverete sulla vostra destra un monumento ai caduti della polveriera  di Prat da l'Ors. E' qui che si parcheggia l'auto e dove comincia il nostro sentiero.

    Vorrei subito dire che l'escursione è assolutamente noiosa, priva di alcun interesse per i bambini e costantemente in salita. Questo mix di ingredienti l'ha resa molto ostica per loro. Si sale per innumerevoli tornanti su di una strada bianca che è possibile percorrere anche in auto (sconsigliato, è strettissima soprattutto in cima), ma almeno potrete percorrere il primo km e parcheggiare dopo le vecchie costruzioni in cemento, dove c'è un ampio spazio erboso.

    Da li fino alla malga è assolutamente tutto ugualmente noioso, tranne una piccola deviazione nel bosco che ci permette di saltare un solo tornate e risparmiare un pò di strada.

    Il rifugio Corsi

     

    Una volta usciti dal bosco però il paesaggio che ci troviamo di fronte è spettacolare. Lo Jof Fuart e il campanile di Villaco, il rifugio Corsi, e il Mangart alle nostre spalle. Tutto questo ci ripaga dallo sforzo e dalla fatica fatta per arrivare quassù.

    Gli ultimi 200 metri per arrivare alla malga sono fatti con questo panorama magico che poi potrete assaporare in tutto relax seduti sui prati attorno la malga o da un tavolo di legno mentre mangiate un buon piatto di polenta o un dolcetto.

    Da li partono altri sentieri, molto più impegnativi, e visto lo sforzo fatto per arrivare qua mi sento di chiedere ai miei figli di accompagnarmi e li lascio giocare sui prati della malga.

    Torniamo per lo stesso noioso percorso dell'andata.

  • Malga Lavareit

    Escursione: Da Cleulis a Malga Lavareit
    Luogo:Cleulis
    Condizioni Meteo :Nuvoloso
    Difficoltà:Escursione semplice ma abbastanza noiosa.
    Durata:2,10h  - Sola andata, per 6,1 km
    Panorama:3/5 - Siamo sotto al monte Terzo, e di fronte a noi il passo di Monte Croce Carnico, il Pal Piccolo, il Freikofel e il Pal Grande
    Avvistamenti : No
    Passeggino:Si, la sterrata è buona

    Malga Lavareit

    6.1 km, 02:31:00

    In zona Cleulis c'è una passeggiata semplice da fare insieme ai bambini. Bisogna seguire la stretta strada che nella fine del paese di cleulis sale, volendo, fino in malga. Ovviamente essendo la strada stretta il passaggio in caso di incontro di altra autovettura sarà molto difficoltoso.In periodi con poca affluenza si riesce ad arrivare parecchio in su con l'auto e onestamente lo consiglio, visto che l'escursione è tutta su strada sterrata. Eh, queste noiosissime sterrate, adatte si ai bambini e ai passeggini, ma davvero poco appaganti. Quindi tutto quello che riuscite a togliere sul chilometraggio totale è benvenuto.

    Il sentiero con le statue di legno

    Il Passo di Monte Croce Carnico, con il Pal Piccolo, Freikofel e Pal Grande

    A metà strada, quando siamo ormai saliti di quota, cominciamo a vedere moltissime sculture di legno, di tutti i generi, e i bambini si divertono a riconoscere l'animale o l'oggetto raffigurato. Si prosegue sempre sulla sterrata, senza possibilità di sbagliare, mantenendoci sempre sulla via principale evitando le deviazioni per il monte Terzo. Finalmente arriviamo sotto la cima del monte Terzo, cominciamo a intravedere la malga, davvero molto carina e con le mucche al pascolo. Il panorama da sulla vallata di Timau: vediamo il Pal Piccolo, il Freikofel, Il Pal Grande, il passo di monte croce carnico. Insomma ampio respiro e prati verdi dove riposarsi un pò. Dalla malga volendo si può salire al monte Terzo oppure ridiscendere per la strada dell'andata.

  • Malga Meleit

    Escursione: Dal monte Zoncolan alla malga Meleit
    Luogo:Monte Zoncolan
    Condizioni Meteo :Soleggiato
    Difficoltà:Escursione semplice e panoramica.
    Durata:1,10h  - Sola andata, per 4,1 km
    Panorama:2/5 - Bella la visuale che si apre dalla malga sulla valle sottostante
    Avvistamenti : No
    Passeggino:Si, sterrata fattibile in alcuni punti asfaltata.

    La malga Meleit

    4.1 km, 01:09:45

    Una bella passeggiata, semplice e comoda, da fare sullo Zoncolan è la malga Meleit. Parcheggiata l'auto al parcheggio in cima al monte Zoncolan, prendiamo la strada che in 100 metri ci porta al rifugio Tamai. Da qui proseguiamo verso la malga Tamai (chiusa agosto 2021) senza alcuna difficoltà, sempre camminando sulla comoda strada sterrata. Salite veramente impegnative non ne incontriamo, è un continuo saliscendi fino al bivio per la malga Meleit. Da qui la strada è tutta in leggera discesa fino alla malga. Piccola e graziosa offre prodotti tipici, prati per prendere un pò di sole, tavolini per mangiare e bere. Ci sono i cani della malga in giro, quelli più attaccabrighe legati, che si fanno coccolare dai bambini. Questa escursione non presentà difficoltà di sorta, e può essere affrontata con i passeggini, ovviamente meglio se da trekking. Il ritorno è per la stessa strada.

  • Monte Canin

    {jcomments on}Escursione: Partenza ovovia di Sella Nevea
    Luogo: Sella Nevea
    Condizioni Meteo : Parzialmente nuvoloso
    Difficoltà: Escursione piacevole e poco impegnativa completamente su roccia!
    Durata: Dipende da quanto vorrete fermarvi
    Panorama: 3,5/5 – A soli 1850 metri si è completamente circodanti dalla roccia, davvero spettacolare
    Avvistamenti : Si, stambecchi
    Passeggino: Si, ma solo se andate verso il nevaio

     Panoramica sul nevaio del Prevala

    Il monte Canin mi ha piacevolmente sorpreso.

    Con i bambini saliamo con la comoda e nuova ovovia, e una volta in cima ci troviamo in un luogo arido, selvaggio, bellissimo. A valle la vegetazione è rigogliosa e abbondante, su in cima siamo circondati a 360 da roccia, ghiaia e neve. E siamo solo a 1850m!
    Ma come è possibile? Me lo spiega una delle signore che gestisce il Rifugio Gilberti. Qui non batte il sole per 4 mesi l'anno, da novembre a febbraio. Ecco la neve un pò dapperttutto e il nevaio molto grande nonostante l'altitudine non sia cosi elevata.

    Rifugio Gilberti

    Decidiamo di fare il sentiero botanico,lungo un paio di chilometri, che a dirla tutta non è stato molto entusiasmante, forse avremmo dovuto salire alla sella di bivac, ma dovevamo andare anche giocare con la neve d'estate, e abbiamo optato per rimanere nei dintorni del rifugio.

    Dopo la pausa pranzo all'ombra del rifugio facciamo un incontro inaspettato. Stambecchi, tanti, giovani, cuccioli, bellissimi. I bambini ne sono rimasti affascinati, è stato il loro primo vero incontro con animali di montagna liberi nel loro territorio naturale. E che agilità anche i piccoletti.

    Si sccende nuovamente con l'ovovia o con il sentiero fino a valle.

  • Orrido dello Slizza

    {jcomments on}Escursione: Si percorre l'anello che costeggia il fiume
    Luogo: Tarvisio Boscoverde
    Condizioni Meteo : Soleggiato - Variabile
    Difficoltà: Escursione senza alcuna difficoltà, divertentissima per i bambini
    Durata: 1.00h 
    Panorama: 2/5 – Il fiume ha dei colori meravigliosi e un'acqua limpidissima, ma si è in una conca.
    Avvistamenti : No
    Passeggino: No

    Orrido dello Slizza

    1.5 km, 00:54:29

    A Tarvisio c'è un semplice ma bellissimo sentiero che lascerà i vostri bambini a bocca aperta.
    E' il sentiero dell'Orrido dello Slizza, che costeggia il corso del fiume dalle acque gelide ma cristalline e dai colori meravigliosi, facendo un giro ad anello che parte e torna al parcheggio che si trova nelle vicinanze del monumento ai caduti delle guerre napoleoniche.

    Lasciata l'auto e raggiunto il momumento il sentiero scende ripidissimo (ma a scale) fino al corso del fiume, dove c'è un ampio spazio per giocare un pò con l'acqua fresca, fare qualche omino di pietra, tirare i sassi piatti e contare quanti rimabalzi si riescono a fare.

    Qualche foto a bordo fiume

    I colori meravigliosi del fiume

    Andiamo a sinistra e cominciamo a seguire il corso del fiume, con dei sali scendi nel bosco e in alcuni tratti si passa su delle passerelle sospese che ci permettono di ammirare la bellezza del fiume, senza timore di scivoloni grazie alle griglie in ferro finissimo sulle assi di legno.

    Oltrepassato un punto in cui volendo, scalzi, si può attraversare il fiume per bagnarsi i piedi e rinfrescarsi, il sentiero torna a salire passando sotto la montagna e per poi cominciare a salire decisamente fino a che non si sbuca sulla ciclabile Alpe Adria.

    Usciti dal bosco costeggiamo l'alpe adria per altri 200 m e torniamo all'auto.

     

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