Pictures of my travels

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  • Pal Piccolo

    Escursione: Dal passo di Monte Croce Carnico al Pal Piccolo
    Luogo:Passo di Monte Croce Carnico
    Condizioni Meteo :Soleggiato
    Difficoltà:Escursione impegnativa con alcuni punti non adatti a chi soffre di vertigini
    Durata:1,30h  - Sola andata, per 2,4 km
    Panorama:5/5 - Siamo circondati dalle montagne e dalla storia. Posto fantastico!
    Avvistamenti : No
    Passeggino:No

    Il Pal Piccolo, museo a cielo aperto della prima guerra mondiale

    2.4 km, 01:59:21

    L'escursione al Pal Piccolo è una escursione che non va assolutamente tralasciata se ci si trova in Carnia, perché permette di salire in quota in un vero e proprio museo a cielo aperto, teatro di aspri scontri durante il primo conflitto mondiale.
    Raggiungiamo il passo di Monte Croce Carnico dove parcheggiamo l'auto. Si nota subito l'enorme pala eolica appena varcato il confine con l'Austria. Guardando la vecchia frontiera, a destra, in fondo al parcheggio, dietro al monumento a Giovanni Macchi Maggiore Guardia di Finanza, c'è l'inizio del sentiero che porterà su in cima al Pal Piccolo. Con rammarico la prima cosa che salta agli occhi è la cafonaggine di alcuni escursionisti (o forse dei camperisti) che proprio qui dove il sentiero comincia decidono di creare una piccola discarica. Si capisce subito dalla partenza che il sentiero sarà sempre stretto e con pendenze notevoli. Salendo si incontrano delle falesie dove alcuni arrampicatori si cimentano e sfidano se stessi. Proseguiamo senza sosta lungo lo stretto sentiero che non presenta quasi mai punti esposti, ma un ruzzolone, soprattutto in discesa, potrebbe accadere, quindi bisogna prestare attenzione a dove si mettono i piedi. La salita non molla mai, ogni tanto si incontrano degli slarghi dove riposarsi, qualche baraccamento e alcune gallerie scavate nella roccia, ma il sentiero tira fino su in cima, non c'è tregua, ci mettiamo l'anima in pace, siamo allenati.

    Feritoia che da sul Trincerone italiano

    Esploriamo tutte le trincee

    Continuando a salire arriviamo ad un bivio che indica a destra la via per il Freikofel, ma il nostro obiettivo ormai è li a portata di mano, vediamo il panettone del Pal Piccolo. Tiriamo dritti, facciamo l'ultima sosta prima della vetta li dove c'è un proiettile di canonne e una targa commemorativa.
    Arriviamo sotto il Pal Piccolo. Ora per salire ci sono due vie. La difficile, che saltiamo perché accompagnati da bambini, e la facile, che ci vede guadagnare la vetta grazie ad una ripidissima scala in legno, e poi arrampicandosi tra scalinate di roccia fino alle prime trincee. Sebbene a salire la scalinata sia molto facile, a scendere la notevole ripidità potrebbe essere fonte di problemi per chi soffre di vertigini, perché si ha la sensazione di essere quasi verticali e non ci sono pendii dolci sotto la scala, ma ripidi burroni. Ci sono comunque corde d'acciaio che fungono da passamano e che in caso di paura potete usare per ancorarvi con un imbrago. Oppure fatela come ho visto fare ad alcune persone, seduti o al contrario.

    Il panorama dalla croce del pal piccolo

    La ripidissima scala che porta sulle trincee

    Dalla vetta inizia la vera e propria visita al Pal Piccolo. Siamo circondati a 360 gradi dalle trincee, baraccamenti, postazioni d'artiglieria, ripari di fortuna. Si capisce quanto fossero vicine le trincee e quanto deve essere stata dura la vita quassù 100 anni fa, tra freddo e neve.
    L'unico modo per godere a pieno di questo museo a cielo aperto è esplorare, sempre con attenzione, e spostarsi tra una trincea e l'altra, raggiungere il trincerone, proseguire oltre, affacciarsi dalle feritoie.
    Quando decidiamo di scendere resta un pò l'amaro in bocca, una sensazione di aver potuto fare di più, aver visto di più, ma è ora di scendere.
    Discesa che avviene per la strada dell'andata.

  • Parco Tematico della Grande Guerra

    {jcomments on}Escursione: Ripercorriamo la storia della Grande Guerra e delle battaglie avvenute in questi luoghi
    Luogo: Val Saisera
    Condizioni Meteo : Soleggiato 
    Difficoltà: Escursione con tre gradi di difficoltà diversi, divertentissima per i bambini
    Durata: 2.30h solo i primi due anelli
    Panorama: Sentiero interamente nel bosco.
    Avvistamenti : No
    Passeggino: No

    Il primo tunnel nella roccia

     

    4 km, 02:27:12

    Un sentiero interessante sia per i grandi che per i bambini si trova in Val Saisera, ed è il Parco Tematico della Grande Guerra, che ripercorre sentieri e tracce utilizzate dai soldati austro-ungarici durante la prima guerra mondiale.
    Il sentiero è composto da tre anelli, verde (facile), blu (medio) e rosso (impegnativo) che si susseguono l'uno dopo l'altro ma lasciano la possibilità di percorrere ad anello solo i sentieri adatti alle nostre possibilità, quindi si è liberi di fare solo l'anello verde, che è quasi tutto pianeggiante.

    Parcheggiamo l'auto nei pressi della locanda Montasio torniamo indietro di qualche centinaio di metri lungo la stradda asfaltata e arriviamo all'inizio del sentiero tematico, che subito sulla sinistra entra nel bosco e ci fa vedere le prime costruzioni in pietra poste a difesa del territorio.

     

    Costruzioni militari

    La casamatta con la scala

    Usciti dal bosco attraversiamo il torrente saisera, in secca, e riprendiamo le indicazioni per il sentiero verde, contrassegnato da un pallino di colore verde, e rientriamo nel bosco incontrando ogni 300 metri un punto interessante che ci mostra la vita di trincea, come un deposito munizioni, una postazione di tiro e passiamo persino in un tunnel di roccia, dove è raccomandabile avere con se una torcia, quella del cellulare va più che bene.

    Arrivati alla fine dell'anello verde proseguiamo sull'anello blu, e la cosa si fa più interessante, la quota sale, arriviamo ad una costruzione visitabile dove passato un punto sotto la roccia si arriva a delle scale ma dubbiosi sulla stabilità e soprattutto su cosa ci sarebbe stato sotto, insomma per prudenza evitiamo di scendere e proseguiamo il sentiero.

    Il sentiero della musica

    Quando arriviamo al sentiero rosso dopo i primi 300 metri scopriamo a malincuore che le piogge dei giorni precendenti hanno reso quasi inagibile la salita, con il fango che arrivava oltre le caviglie dei bambini e quindi siamo stati costretti a tornare sui nostri passi e a chiudere l'anello senza visitare quella che sicuramente era la parte più interessante del percorso.

    Scendendo seguiamo una variante che si intreccia con il sentiero della musica. Siamo nei boschi i cui alberi danno vita a strumenti musicali di pregio, vista la qualità della legna di queste foreste. Ricongiunti al sentiero verde c'è un'ultima postazione da visitare, un rifugio scavato nella roccia per ripararsi dai bombardamenti.

    Il sentiero prosegue senza fatica fino a raggiungere nuovamente il torrente e il parcheggio.

     

  • Piramide Etrusca di Bomarzo

    Escursione: Si prende una sterrata da via Cupa
    Luogo: Bomarzo, Lazio
    Condizioni Meteo : Soleggiato 
    Difficoltà: Escursione semplice ma con 2 passaggi che richiedono un pò di abilità 
    Durata: Tutto il giro senza soste può essere fatto in 45 minuti (per la seconda parte del tracciato chiedetemi la traccia GPX nei commenti)
    Panorama: 2/5 - Dalla vetta della piramide si riesce a vedere buona parte della tuscia
    Avvistamenti : No
    Passeggino: No

    La piramide etrusca di Bomarzo

      

    0.4 km, 00:23:35

    Nei pressi di Bomarzo, oltre il ben più noto parco dei mostri, nascosta nei boschi c'è una piccola meraviglia tutta da scoprire, a condizione che abbiate voglia di farvi una piccola sgambata e superare qualche ostacolo lungo il sentiero, nulla di davvero impegnativo, anzi divertente per i bambini.

    Lasciata l'auto all'inizio di via Cupa, cominciate a seguire la comoda sterrata bianca superando tutte le case e tenendovi sulla destra, fino a raggiungere un bivio dove la strada diventa più rovinata e sale verso destra. Arrivati ad un incrocio a T tirate dritto dentro il bosco, e per capire se siete sulla strada giusta vi ritroverete a sorpassare una lapide dedicata ad un cavallo. Continuando dritti il sentiero comincia a scendere nella macchia, passando accanto a resti di antiche abitazioni dove i passaggi diventano leggermente più impegnativi, ma mai pericolosi.

    Si passeggia tra i tumuli etruschi

    Continuando per altri 10 minuti si raggiunge il tumulo etrusco, a forma di piramide, ovvero una tomba di famiglie aristocratiche.
    Il tumolo, o piramide che dir si voglia, può essere arrampicato fin sulla sommità, richiede solo un minimo di agilità avendo gli scalini molto stretti e ripidi. Ma parliamo di 20 metri , non di più.

    Da li ci sono due modi per tornare al punto di partenza. Seguendo i nostri passi a ritroso per la stessa via dell'andata oppure continuando con un giro ad anello (non sempre ben segnato, meglio affrontarlo con un GPS - chiedetemi la traccia nei commenti se interessati -) ma sicuramente più appagato, che ci porterà al nostro bivio a T passando attraverso ad antiche costruzioni etrusche, tumuli soprattutto, e sulla sommità ci offrirà una bellissima visuale su buona parte della tuscia viterbese.

    La tuscia

    Raggiunto il bivio a T tornate all'auto percorrendo la strada a ritroso.

    {jcomments on}

  • Poštarski dom na Vršiču

    {jcomments on}Escursione: Si arriva alla vetta Vršič, 1737m, dove si ha un panorama incredibile a 360 gradi
    Luogo: Si parte dal Passo dell Moistrocca
    Condizioni Meteo : Nuvoloso
    Difficoltà: Escursione semplice per chiunque fino alla baita, leggermente più scivolosa per salire alla vetta.
    Durata: 1.30h andata e ritorno
    Panorama: 3.5/5 – Le alpi giulie ci circondano imponenti
    Avvistamenti : No
    Passeggino: Si, fino alla baita!

    La vetta Vrsic a 10 minuti dal rifugio

    2.2 km, 02:05:15

    Dal lago di Jasna prendete la strada che comincia a salire sul passo della Moistrocca, molto caratteristica perchè oltre a salire molto ripida, ha la pavimentazione dei tornanti fatta di sampietrini. Salendo con l'auto si incontrano diversi rifugi. Proseguiamo con l'auto fino alla cima del passo, dove prima che la strada comincia a scendere c'è un parcheggio e due casette in legno dove acquistare souvenir.

    Da qui parte una comoda carrareccia che dopo neanche 200m allarga per far posto ad un primo rifugio, e continuando a salire arriva dopo un dislivello di soli 100m al rifugio Poštarski, incontrando lungo la strada dei ruderi probabilmente della grande guerra e un cartello che ci indica la Ajdovska Deklica, la ragazza pagana, un vero e proprio volto scolpito nella roccia dalla natura.

    La ragazza pagana

    Il panorama dal Vrsic 1737m

    Siamo praticamente arrivati al rifugio, con diversi tavolini all'aperto e una splendida visuale sulle montagne circostanti. Qui c'è l'occasione per chi ha voglia di proseguire la passeggiata insieme ai propri figli di fargli conquistare una facile vetta e fargli firmare il loro primo libro di vetta. La salita dal rifugio è di 15 minuti, il panorama è eccezionale sulle alpi giulie tutto intorno, e i vostri bambini saranno super contenti di aver raggiunto una cima e aver messo il sigillo sull'impresa.

    Dopo una birra al rifugio si ritorna per la stessa via.

     

  • Prato Piazza

    2.3 km, 00:47:31

    Escursione: Prato Piazza
    Luogo: Parco Naturale Fanes – Sennes - Braies
    Condizioni Meteo : Soleggiato
    Difficoltà: Facile lungo tutto il percorso.
    Durata: 1,15h andata e ritorno
    Panorama= 3/5
    Passeggino= Si, su tutto il percorso

    L’escursione è semplicissima, considerando che viene fatta su una sterrata in quota e quasi totalmente pianeggiante. Se siete mattinieri e riuscite ad arrivare in località Ponticello di buon ora potete salire con la macchina fino al parcheggio di Prato Piazza, che ha 100 posti auto, quindi a riempimento si chiude. Inoltre sappiate che la strada per le auto private è chiusa dalle 10 alle 16.

    Noi che mattinieri non siamo abbiamo preso la navetta, dal costo esagerato di 8 euro cad. (a cui va aggiunto il parcheggio, se non ricordo male). Scesi al parcheggio di Prato piazza con gli zainetti in spalla percorriamo la sterrata che arriva subito al rifugio Prato Piazza, a metà strada incontriamo la deviazione per la malga Prato Piazza e dopo solo 30 minuti arriviamo al rifugio Vallandro, dove volendo potete seguire il percorso di 1h per il Monte Specie, nostro programma ma saltato a causa dolore da zainetto per Vale.

    Di fronte al rifugio Vallandro c’è una fortificazione austriaca, finita di costruire nel 1895 dall’impero Austro-Ungarico, purtroppo non visitabile.

    Il ritorno è sulla stessa mulattiera percorsa all’andata.

     

     

  • Rifugio De Gasperi

    Escursione: Dal parcheggio delle piste di fondo in val Pesarina
    LuogoVal Pesarina
    Condizioni Meteo : Variabile
    Difficoltà: Escursione su un bel sentiero di montagna, ripido e scivoloso dopo un acquazzone.
    Durata: 1,17h  - Sola andata, per 2,8 km
    Panorama: 2/5 - Si vede tutta la val Pesarina
    Avvistamenti : No
    PassegginoNo.

    Il rifugio de Gasperi

    2.8 km, 01:48:01

    Tra i boschi della Carnia, sopra vecchie piste da sci in disuso, abbarbicato sulla montagna, c'è il rifugio de Gasperi.
    Per raggiungerlo bisogna innanzi tutto arrivare in Val Pesarina, più precisamente al Centro Fondo di Sci. La valle è davvero molto selvaggia, non si incontrano molte automobili, se non quelle che sono al parcheggio da dove parte il sentiero, e non sono poi molte.
    Subito dietro il bar, poco oltre il parcheggio, c'è un sentiero che parte subito dritto nel bosco e che ci lascia possibilità di scelta, almeno per i primi 200/300 metri. Sterrata comoda fino all'attacco del sentiero, oppure dritto per dritto tagliando per il bosco.

    La salita qui si fa decisamente più impegnativa, ma siamo arrivati

    Ecco come si presenta il rifugio appena arrivati.

    Scegliamo questa soluzione, e arriviamo all'inizio del sentiero che ci condurrà, con non poca fatica, al de Gasperi. I bambini saranno invogliati dalle statue di legno di gnomi e folletti, da trovare lungo il sentiero, che è molto in ombra e molto umido e fangoso in alcuni punti se i giorni precedenti c'è stata pioggia.
    Si sale senza mollare un attimo, sempre in mezzo al bosco, fino ad arrivare ad una serpentina che sale ripida sulla montagna. Sono gli ultimi metri, dopo finalmente dietro gli alberi ecco spuntare il rifugio, che si rivela una piacevole sorpresa. Musica dal vivo, birra, buon cibo. E ampio spazio per i bambini per giocare, magari facendo una partita a bocce sulla pista proprio dietro il rifugio. Il panorama non si apre a 360 gradi, perché siamo sotto un costone di montagna, ma si domina tutta la val Pesarina, e tanto basta.
    Si riscende, facendo attenzione, lungo il sentiero dell'andata!

  • Rifugio Fuciade e Baita Paradiso

    Escursione: Dal passo San Pellegrino al rifugio Fuciade e poi fino a Baita Paradiso, chiudendo l'anello tornando al passo
    LuogoPasso San Pellegrino - Moena
    Condizioni Meteo : Variabile
    Difficoltà: Escursione semplice adatta a tutti fino al fuciade, leggermente più impegnativo l'anello, ma se i bimbi hanno gamba non c'è problema
    Durata: 4.30h  - 1,30h ora per raggiungere il solo Fuciade. (a passo di bambino)
    Panorama: 5/5 - Panorama straordinario, soprattutto in cima al sentiero che dal Fuciade sale per raggiungere Baita Paradiso. 360° tutti da godere.
    Avvistamenti : No
    PassegginoSi, sia dal passo al Fuciade che alla Baita Paradiso. Il sentiero che li unisce però non è percorribile.

    Il rifugio Fuciade in fondo alla valle

      

    9.1 km, 05:44:31

     

    Escursione molto semplice, adatta ai bambini e ai genitori che vogliono portali nel passeggino. Partendo dal Passo San Pellegrino si prende l'evidente sentiero che punta verso l'albergo Miralago, da li seguire le indicazioni molto chiare per il rifugio Fuciade, che nonostante la segnaletica suggerisca 50 minuti di cammino si raggiunge in 1,30h o poco più a passo di bambino, tra soste per bere, guardare il fiore e riposarsi. Il sentiero è sempre largo e semplice, e il rifugio affollatissimo vista la semplicità dell'escursione.

    Poco prima del Fuciade

    In cima al sentiero per raggiungere Baita Paradiso

    Lasciando il Fuciade e tornando indietro sul sentiero dell'andata si nota a destra un cancelletto (in realtà è un'asta di plastica) per entrare nel recinto delle mucche.Qui inizia il sentiero che ci porterà in cima alle piste da sci e che non è percorribile con passeggino. La salita è bella e poco faticosa, passando tra mughi e fiori, fino ad incontrare la neve, ancora presente in queste giornate. Quando siamo qualche centinaio di metri sotto l'arrivo della seggiovia teniamo la sinistra per uscire attraversando un altro cancelletto, e sbucare su una sterrata che perccorreremo in discesa per un lungo tratto. Da qui la visuale è magnifica. A 360 gradi abbiamo tutte le montagne che vogliamo. Il col Margherita, le pale di San Martino, il sasso di Valfredda, la cima Uomo.

    Il sentiero percorso per raggiungere baita paradiso

    Timbriamo il passaporto della montagna

    In fondo alla sterrata di vede chiaramente la Baita Paradiso, che però ci chiede un ultimo sforzo, una salita di altri 300 metri, niente di impegnativo. Finalmente qui ci riposiamo, timbriamo il passaporto della montagna e facciamo qualche foto. La discesa per tornare a passo San Pellegrino è molto semplice, segue la mulattiera e al bivio da dove siamo saliti alla Baita Paradiso giriamo a destra. Superate le protezioni senza rete delle piste da sci, continuiamo per altri 200 metri fino a intravedere sulla sinistra un altro cancelletto. Tagliamo nei prati fino ad arrivare alla stazione a valle della seggiovia e al passo.

  • Rifugio Grego

    {jcomments on}Escursione: Dall'ultimo parcheggio della val Saisera
    Luogo: Val Saisera
    Condizioni Meteo : Soleggiato
    Difficoltà: Escursione in costante salita
    Durata: 1.30h circa soste comprese, ma se allenati e senza bimbi 45 minuti
    Panorama: 3/5 – Dal rifugio si è circondati dalle parti dello Jof Fuart e Jof di Montasio
    Avvistamenti : No
    Passeggino: No

     Il rifugio

    1.5 km, 01:21:15

     

    Una bella escursione da fare in val Saisera, arrivando con l'auto presso l'ultimo parcheggio della valle, a fine strada, dove lascerete l'auto e prenderete la strada nel bosco che sale subito ripida (e scivolosa) verso il rifugio Grego. Ci sono diversi sentieri, tutti segnati, ma sul mio gps avevo solo due tracce, e mi sono ritrovato a fare sentieri segnati che si allontanavo di poco dai due segnati ma che comunque puntano tutti verso la stessa direzione. C'è anche una strada più semplice da fare, una carrareccia bianca, chiusa però per lavori.

    Il sentiero passa nel bosco, all'ombra di faggi e abeti, spesso su ghiaioni e sempre in salita, costante ma mai troppo impegnativa. Certo con due bambini un percorso di 45 minuti è diventato di 1.30h, ma ci sta: le soste, le domande, i funghi, gli insetti.
    A metà sentiero c'è un cartello su un albero che indica la strada per il rifugio, sia a destra che a sinistra. Salendo consiglio il percorso di destra, leggermente più corto ma più impegnativo. Al ritorno, lasciando il rigugio alle nostre spalle, giriamo subito a destra e seguiamo il sentiero che non abbiamo scelto all'andata, decisamente meno impegnativo e ripido.

    Qualche foto nei prati attorno al rifugio

    Il bivio

    Il Rifugio è molto carino, non molto alto, 1398m, ma un vero rifugio, piatti tipici, frico, giusto qualche dolce. Il premio per i bambini, ossia un cioccolatino, non ce l'avevano, ma è comprensibile, è un vero rifugio di montagna, non una baita dove si arriva in auto.

    Se partite da Tarvisio questa è sicuramente la strada più semplice e breve, a meno che non vogliate fare 1.15h di auto e arrivare alla sella Sempdogna, dove l'escursione "dovrebbe" (non l'ho fatta) essere su carrareccia e corta.

    Dal rifugio se avete voglia di fare ancora 1.30h di cammino potete raggiungere il Jof di Sempdogna, a circa 1800 metri di altitudine, dove ci sono fortificazioni e resti della grande guerra. Il sentiero dei soldati.

  • Rifugio Marinelli

    Escursione: Dal rifugio Tolazzi al rifugio Marinelli
    Luogo:Rifugio Tolazzi, Forni Avoltri
    Condizioni Meteo :Soleggiato
    Difficoltà:Escursione semplice se si fa la sterrata, più impegnativa tagliando per il bosco.
    Durata:1,37h  - Sola andata, per 4,7 km
    Panorama:5/5 - Visuale magnifica della carnia, siamo sotto al monte Coglians. 
    Avvistamenti : No
    Passeggino:Si, facendo però tutta la sterrata. Meglio se da trekking.

    Il rifugio marinelli visto salendo al monte Floriz

    4.7 km, 02:15:42

    L'escursione al rifugio Marinelli era, dopo il Pal Piccolo, nella top 3 delle escursioni da fare in carnia.
    Partiamo con ordine. Si parte dal rifugio Tolazzi, da dove si può prendere anche l'altro sentiero per il lago Volaia, e si seguono le indicazioni per il rifugio Marinelli.
    Una volta lasciato il bivio con il Lambertenghi/Volaia e preso il sentiero per il rif. Marinelli, ci si presentano due possibili strade. La comoda ma più lunga sterrata, o tirare dritto nel bosco in un bellissimo, ma più impegnativo sul piano fisico, sentiero di montagna che dopo una mezz'ora di cammino ci porta di nuovo sulla sterrata in prossimità della malga Moraretto, davvero molto carina.

    La comoda sterrata che sale al rifugio

    Il sentiero che sale al Marinelli dal passo di monte croce carnico

    Di nuovo si può scegliere. Un sentiero ripido e ovviamente più corto che da dietro la malga taglia la montagna e sale dritto per dritto puntando al Marinelli, oppure la sterrata, che decidiamo di prendere per alleggerire l'escursione. Non ci sono difficoltà, la strada è larga e comoda, si sale senza grossi problemi fino al rifugio, che è a 2.120m, proprio sotto il monte Coglians 2.780m, raggiungibile dal rifugio in un paio d'ore. Il paesaggio dal rifugio è magnifico, in particolare salendo sulla punta della montagna che gli è proprio di fronte si guadagna una visione d'insieme appagante e super consigliata.
    Scendendo decidiamo di fare l'opposto dell'andata, ovvero prendiamo la direttissima fino a malga Moraretto e da li invece di scendere nuovamente nel bosco prendiamo la sterrata più comoda fino al rifugio Tolazzi da dove eravamo partiti.

  • Rifugio Nordio-Deffar

    {jcomments on}Escursione: In val d'Uqua, nelle Alpi Carniche.
    Luogo: Val d'Uqua, sopra Ugovizza
    Condizioni Meteo : Soleggiato
    Difficoltà: Escursione senza alcuna difficoltà, che è possibile fare su una comoda carrareccia o tagliando per il bosco
    Durata: 3.40h 
    Panorama: 2/5 – Non c'è molto da vedere se non prati e boschi
    Avvistamenti : No
    Passeggino: Si, meglio se da trekking con ruote adatte a sassi grandi ma dovete fare solo la strada bianca!

    Il confine con l'Austria

     

    4.7 km, 03:40:07

     

    Nell'alta val d'Uqua, sopra l'abitato di Ugovizza, ci sono diversi rifugi che fanno parte del Puanina Tour, una serie di sentieri tematici che arrivano in diversi rifugi o malghe per gustare i prodotti tipici della valle.
    Tra questi c'è il Rifugio Nordio-Deffar, situato a quota 1412m, completamente ristrutturato a seguito di un incendio occorso qualche anno prima.
    Percorrete tutta la valle con l'auto, su una strada stretta e a volte scomoda, soprattutto se si incontrano veicoli nel senso opposto, ma mai pericolosa. Ignorate tutti i vari parcheggi e cartelli, e continuate fino all'ultimo parcheggio dove lascerete l'auto.

    Il sentiero che sale al rifugio passando per il bosco

    La Wirtshaus Starhand, malga appena oltre il confine

    Appena iniziato il sentiero seguendo l'unica ed inconfondibile segnaletica che vi porta a percorrere tutta la carrareccia, fate attenzione dopo 150m alla vostra sinistra. Se n'è accorto mio figlio, io non ci avevo mica fatto caso! Sulla vostra sinistra dunque incontrerete un ceppo di legno marcato in rosso, con un mini sentiero che in 3 passi vi porta ad attraversare un piccolo ruscelletto, e da li c'è chiara una indicazione per il rifugio Nordio, evitando cosi la noiosa carrareccia (che faremo al ritorno per comodità), che sale nel bosco per ricongiungersi alla carrareccia negli ultimi 200 metri prima del rifugio.
    Una volta avvistato il rifugio Nordio non desistete, continuate sulla sterrata per altri 300 metri e arriverete alla sella di Lom, confine con l'Austria, dove c'è un alpeggio e un villaggio montano. Qui rispetto al Nordio c'è pochissima gente, e la simpatica signora che gestice la Wirtshaus Starhand offre ospitalità a prezzi davvero contenuti.
    Dopo esservi rifocillati prendete il sentiero che di fronte la malga sale nel bosco per ricongiungersi ad anello al sentiero che dal Nordio sale alla Sella di Bistrizza, altro villaggio montano con alpeggio.

    Il rifugio Nordio

    Non appena ricongiunti al sentiero riscendete verso il Nordio, dove noi prendiamo un caffè e da li cominciate a scendere verso il parcheggio, stavolta ignorando il sentiero scorciatoia, molto scivoloso, per percorrere tutta la carrareccia fino all'auto.

  • Rifugio Zacchi

    Escursione: Dai laghi di Fusine al rifugio Zacchi
    Luogo:Laghi di Fusine
    Condizioni Meteo :Soleggiato
    Difficoltà:Escursione semplice.
    Durata:1h  - Sola andata, per 2,7 km
    Panorama:2/5 - Siamo sotto le pareti del Mangart
    Avvistamenti : No
    Passeggino:Si, bisogna però fare la variante che usano le auto di servizio.

    Il rifugio Zacchi

    2.7 km, 01:13:53

    Quando lo scorso anno avevamo visitato la zona del Tarvisiano, una delle escursioni che non eravamo riusciti a fare è stata quella che dai laghi di Fusine sale al rifugio Zacchi.
    Tornare ai laghi di Fusine è stato davvero un piacere. Sono tra i laghi alpini più belli che abbiamo in Italia, e lo scorso anno li ho visitati più volte, all'alba, al tramonto, di notte a fotografare le stelle. Parcheggiata l'auto al lago superiore (costo dell'ingresso alla zona dei laghi sui 4 o 6 euro) prendiamo un caffè allo chalet sul lago e poi subito in marcia, sul sentiero che parte subito dietro la piccola baita, per inolstrarsi nel bosco. Ci sono due strade per salire al rifugio Zacchi, la prima e piu comoda è quella sterrata di servizio al rifugio.

    Il sentiero nel bosco

    Su una sdraio a prendere il sole

    La seconda è quella che abbiamo scelto noi, nel bosco, un comodo e largo sentiero che rispetto ai sentieri della Carnia sembra una passeggiata. Infatti passo dopo passo divoriamo la salita, mai impegnativa, sempre all'ombra degli alberi, fino a raggiungere in 50 minuti il rifugio Zacchi, situato su una spianata proprio sotto le cime slovene come il Mangart.
    Rifugio molto carino e soleggiato.

  • Roda di Vael e Rifugio Paolina

    Escursione: Dal passo di Costalunga al rifugio Roda di Vael, poi al Paolina chiudendo l'anello tornando al passo
    LuogoPasso di Costalunga - Carezza
    Condizioni Meteo : Sereno
    Difficoltà: Escursione abbastanza impegnativa se i vostri bambini non sono allenati, la salita per il rif. Roda di Vael non molla mai e ha pendenze importanti
    Durata: 4.30h  - Dislivello 700m circa per raggiungere il Roda di Vael
    Panorama: 3.5/5 - Panorama davvero interessante sul gruppo del catinaccio e su carezza.
    Avvistamenti : No
    PassegginoNo

    Il rifugio Roda di Vael

     

    7.3 km, 05:54:45

    Si parte dal passo di Costalunga (Passo Carezza), di lato all'hotel Savoy. Il sentiero sale subito deciso nel bosco, e raggiunge un bivio dove andiamo a destra, seguendo le indicazioni per il rifugio Roda di Vael. Il sentiero è sempre in salita, anche abbastanza impegnativa, e non molla mai. I bambini potrebbero scoraggiarsi, bisogna motivarli molto, soprattutto nel primo tratto. Attraversate tre piccole casette di legno il sentiero sale ancora più deciso, fino a raggiungere una spianata con cavalli al pascolo. 

    Splendida veduta sui rifugi

    Da qui siamo praticamente arrivati, manca davvero poco, e i bambini metteranno il turbo nei passaggi tra le grandi rocce, fino a quando non si vedranno i rifugi, dove finalmente ci sarà la meritata pausa e soprattutto il meritato panino. Mettiamo un timbro sul nostro passaporto della montagna e godiamoci un po' di sole. Se i vostri bambini sono intraprendenti possono esplorare i dintorni del rifugio e cercare le marmotte. Noi purtroppo abbiamo sentito solo il loro caratteristico fischio di allerta.

    In cerca delle marmotte

    Aquila di Christomannos

    Lasciamo il rifugio Roda di Vael e proseguiamo l'anello in direzione Rifugio Paolina. Passiamo sotto l'aquila di Christomannos dove mi faccio una foto a distanza di ben 30 anni. Il sentiero in questa seconda parte è completamente pianeggiante fino al rifugio Paolina, difatti molti, quasi tutti, scelgono la comoda salita in seggiovia piuttosto che camminare. Se non avete voglia di sudare il suggerimento che posso darvi è salire in seggiovia al Paolina e fare la pianeggiante andata e ritorno. Raggiunto il Paolina noi continuiamo la nostra discesa, che decisa, ci riporta al bivio di partenza e da li al passo.

  • Val Fiscalina

    1.8 km, 00:33:41

     

    Escursione: Val Fiscalina
    Luogo: Moso
    Condizioni Meteo : Soleggiato
    Difficoltà: Passeggiata semplice.
    Durata: 1h, andata e ritorno
    Panorama= 2/5
    Passeggino= Si

    Questa passeggiata è assolutamente alla portata di chiunque, è breve, semplice, pianeggiante e conduce fino al rifugio Fondovalle, che dista meno di 2km dal parcheggio dove lasciamo l’auto, chiaramente a pagamento. Il parcheggio si trova oltrepassando sulla destra la cabinovia che porta alla croda rossa.

    La strada è per il primo tratto asfaltata, per poi diventare una sterrata comoda e mai difficoltosa (sentiero 102), adatta a qualsiasi passeggino, cittadino o da trekking, e anche i bambini non dovrebbero trovare alcun tipo di difficoltà vista la brevità di questa escursione.

    Il rifugio Fondovalle è un paradiso per i bambini. Giochi, sabbia, animali, tutto. Si torna per la stessa strada.

     

     

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