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Santuario della Mentorella

Sui monti Prenestini c'è un piccolo santuario, arroccato sul cucuzzolo di una montagna, perso nel tempo. Tranquilli, è comodamente raggiungibile in auto. Basta seguire le indicazioni per il paese Guadagnolo e poi deviare quando c'è l'indicazione per il Santuario della Mentorella.
Parcheggiata l'auto nel minuscolo spazio (una decina di auto non di più), si prosegue a piedi per 100 metri e si raggiunge il piazzale del santuario. Potete decidere quindi di seguire la messa se arrivate in un orario di celebrazione, ammirare la statua della Madonna delle Grazie, oppure continuare ad esplorare l'area del santuario. 

Ingresso alla grotta

Subito dietro la chiesa ci sono due possibili strade. A sinistra si entra nella grotta di San benedetto, qui sopra nella foto, passaggio molto stretto ma abbastanza agevole, dove chi vuole può trovare un minuto di raccoglimento nella luce tenue delle candele.
A destra c'è la Scala Santa, che porta alla cappella di Sant'Eustachio, dove ci sono tre campane e una corda, con un avvertimento che avverte il pellegrino di "non far da campanaro se il cuor tuo non batte da cristiano".

Panorama della vallata

Il paesaggio che si gode dalla sommita dello sperone roccioso dove si trova la cappella è davvero d'effetto. 

Impluvium

A Prima Porta c'è un piccolo tesoro che fino a qualche giorno fa mi era del tutto sconosciuto. La Villa di Livia.
La villa, che corrisponde alla villa di Livia Drusilla, moglie dell'imperatore Augusto, si trova all'interno del parco pubblico di Prima Porta, e l'accesso agli scavi si trova nel centro del parco stesso. Una volta raggiunto l'ingresso si possono subito vedere dei reperti, vasellame, sesterzi, pezzi di stucchi e affreschi ed un filmato con gli affreschi intonsi che ora si trovano nel Museo Nazionale Romano.

Per raggiungere la villa che è alle spalle di questo piccolo museo, si percorre una antica strada romana per cinquanta metri, e il colpo d'occhio che si ha è sui giardini della villa che hanno una bellissima veduta su quella che doveva essere la campagna romana.

Affreschi sulle pareti

Mosaico

La villa è in ottimo stato di conservazione. Passeggiando nei suoi ambienti non si può non notare l'impluvium principale (prima foto) o i mosaici in ottimo stato nelle diverse stanze, così come gli affreschi e le varie stanze termali, calidarium e frigidarium.
Inoltre è possibile scendere nella parte bassa della villa, dove gli ospiti trovavano refrigerio e dove sono stati rinvenuti intonsi gli affreschi conservati al Museo Nazionale Romano.

Una visita da non perdere se siete appassionati di storia romana.

 

Tor Caldara

 

Escursione adatta ai bambini, sempre pianeggiante.
Passeggino: Si, senza problemi
L'ingresso è gratuito, ma i giorni di apertura e gli orari sono abbastanza risicati, quindi consulatate prima su google o fate una telefonata.

L'oasi WWF di Tor Caldara si trova ad Anzio, 70 km a sud di Roma. Parcheggiata l'auto nel microscopico piazzale di fronte all'ingresso principale o nelle immediate vicinanze, si entra subito nell'oasi che ci accoglie con la casetta della forestale, una mappa gratuita da consultare e restituire prima di uscire, e una bellissima fontanella dove fare il pieno di acqua fresca. 

L'escursione è veramente semplice e alla portata di chiunque, è pianeggiante, su strada comoda, sterrata, e di breve durata. Facendo tutte le soste e mettendosi a leggere le varie didascalie sulla mappa o ascoltandole tramite QRCode dal cellulare, dovreste impiegare circa un'ora.

Solfatara

A metà percorso si comincia a sentire un forte odore di zolfo. Sono le solfatare che circondano la riserva, con punti di avvistamento ben segnalati da cui è anche possibile fare qualche foto, come quella qui sopra. Inoltre tornando indietro è possibile passare sul laghetto (a fine settembre asciutto) della solfatara che si trova all'interno dell'oasi.
Arrivati alla Torre, che è del 1565, si gode di un bellissimo panorama sul litorale laziale, sia verso nord che verso sud, il consiglio è quindi di prendervi tutto il tempo per fare qualche bella foto.

Laghetto Solfatara

Laghetto artificiale creatosi a seguito dell'esplosione di una bomba durante la seconda guerra mondiale.

Tornando indietro tenete d'occhio la mappa e girate sulla destro verso i punti 13 e successivi. Si arriva cosi in un punto dove le truppe inglesi si nascosero e si accamparano durante la seconda guerra mondiale per evitare di essere visti dalle ricognizioni aeree dei tedeschi, vista la fitta vegetazione. Piu avanti invece c'è un laghetto artificiale creatosi dall'esplosione di una bomba sganciata sulla zona durante il famoso sbarco di Anzio.

Il giro si conclude passando per le gabbie di recupero della fauna selvatica, che è possibile vedere da apposite feritoie. Quando uscite non dimenticatevi di lasciare la mappa che avete preso all'ingresso.

La Sorgente del Tevere

Molti romani forse non si sono mai chiesti dove nasce il fiume più importante per la storia del nostro Paese, il Tevere, che era già il fulcro della vita degli antichi romani. In tuttà onesta ero uno di quei romani che non aveva mai visitato la sorgente, che non è poi nemmeno così lontana da Roma. 

La sorgente si trova sul monte Fumaiolo, a Verghereto, dove una volta raggiunto il valico e lo spiazzo con i due punti di ristori, si parcheggia l'auto e si prosegue a piedi. E' una passeggiata alla portata di tutti. 600 metri nel bosco, in leggera discesa, ma serviti da comodi "scalini". In dieci minuti quindi si arriva a quella che è la mamma del fiume che vediamo tutti i giorni noi romani. 

Si può bere l'acqua? Io l'ho bevuta, molti la bevono, se chiedi a quelli del posto ti dicono "vai tranquillo", quindi non temete e rinfrescatevi, l'acqua è gelida e buonissima. 

Poco più accanto, sulla sinistra, c'è una colonna con un'aquila romana, voluta da Mussolini. Sembra quasi voler rubare la scena alla vera sorgente. Addirittura per poter dire che il biondo tevere nasceva nella sua terra fece spostare il confine dell'emilia e della toscana, ma questa è un'altra storia.. concentriamoci sulla sorgente. Una volta uscita dal monumento segue dei corridoi di cemento e sparisce lontano nel bosco. Riceverà poi numerosi affluenti, tra cui i più importanti il Nera (quello che gli da più acqua) e l'Aniene.

Vedere questo posto incontaminato e poi pensare a roma è in piena fa sorridere. Bisogna goderselo qua, dove nasce, dove tutto è davvero più magico!

 

Necropoli della Banditaccia

 

Una delle bellezze della nostra storia si trova a Cerveteri, e risale ai tempi degli Etruschi. La Necropoli della Banditaccia, che si estende per ettari di terreno, è un ritrovamento archeologico straordinario. Migliaia di tumuli (tombe) risalenti all'epoca etrusca, scavati nel tufo partendo da un solco tracciato nel terreno e spostandosi poi sui  lati ed in profondità. Questi tumuli, che sono davvero tanti ma non tutti visitabili, sono in alcuni casi maestosi, dei veri e propri appartamenti, in altri molto più semplici fino ad arrivare alle tombe delle persone meno facoltose, che sono minimali e spesso per motivi di spazio, ai margini dell'area della necropoli.

 

La tomba con la testiera trinagolare è di una donna

Interno di un tumulo

Quattro di questi tumuli sono accompgnati dalla voce di Piero Angela che ci racconta e ci spiega le usanze e riti funebri degli Etruschi. Peccato che le altre quattro tombe dove doveva esserci addirittura una proiezione non funzionassero, rendendo di fatto la visita alle tombe successive di difficile comprensione, soprattutto per i bambini, che nonostante tutto hanno trovato il giro molto interessante.

Il giro si conclude in una cascina dove è possibile vedere una proiezione di una manciata di minuti che ci mostra la necropoli dall'alto e ci spiega il processo che hanno utilizzato gli Etruschi per realizzare tutto quello che ci circonda, che ricordo è completamente di tufo e solamente scavato.

Consiglio la visita anche ai genitori con bambini piccoli, la curiosità e il senso di esplorazione e di avventura non li deluderà!

 

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