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Chiesa di San Bonaventura

 

Da canale monterano prendete la strada a sinistra della chiesa principale, seguite le indicazioni per "Antica Monterano" e poi per "Parcheggio Antica Monterano". La strada è stretta con qualche slargo per consentire il passaggio di macchine che vengono nel senso opposto, ma non temete, è tutta carrabile fino ad un ampio parcheggio dove lasciare la macchina (il secondo, quello con il brecciolino).

Lasciata l'auto e varcato il cancello il sentiero mostra subito le rovine del palazzo baronale, in alto sulla nostra destra, dove è visibile anche l'acquedotto costruito dai romani. Il consiglio è di seguire la sterrata principale e continuare il giro in senso orario per ridiscendere solo dopo sotto l'acquedotto, sulla strada del ritono.

Rovine del Palazzo Baronale

Albero di Fico

 

La prima cosa che ci lascia stupiti è la Chiesa di San Bonaventura, progetto del Bernini, forse nota per aver fatto da scenario ad una scena del Marchese del Grillo, con Alberto Sordi. Le rovine della chiesa si trovano in un'ampia radura sotto l'altura dove si trova il Palazzo Baronale. Palazzo anch'esso in rovina e non visitabile se non negli esterni, ma comunque molto suggestivo. Esplorando tutta la zona del palazzo si arriva ad un belvedere che affaccia sulla Tuscia laziale.

Il giro termina passando sotto l'acquedotto e tornando all'inizio dell'anello percorso e da li al parcheggio dell'auto.

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Alla continua ricerca di cose interessanti da far fare ai miei figli, mi imbatto in questo museo della Polizia di Stato, dove in mostra ci sono tantissimi mezzi che hanno fatto parte del loro parco auto. Il primo mezzo che salta all'occhio e che purtroppo non ho fotografato è una vecchissima e rarissima auto in condizioni non ottimali. A farle compagnia una bellissima Alfa Romeo 1900 Super. 
L'esposizione è davvero ampia e piena di veicoli, di tutte le epoche, Giulia, Giulietta, 75, fino alla Gallardo. I mezzi non possono essere aperti a meno che non ci sia un poliziotto che vi farà da guida e vi farà avvicinare quanto più possibile ai mezzi, tranne che alla Gallardo.
Di sicuro interesse per i bambini, anche piccini come i miei, essendo meta di gite scolastiche.

Costo del biglietto, 3 euro intero, 1.50euro il ridotto. Gratis per gli agenti di polizia.

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Sempre alla ricerca di posti nuovi da visitare insieme ai miei bambini, stavolta sono finito nella Sabina, a Castelnuovo di Farfa, per visitare il Museo dell'olio della Sabina. Museo molto particolare perchè in un museo gastronomico ci si aspetta anche un assaggio del prodotto, ma questo museo è molto particolare, è più un'opera d'arte moderna che un tuffo nel passato.

Questo non significa che non sia bello ma che può spiazzare. Opere d'arte molto particolari, come il mondo capovolto dell'artista giapponese, o il tronco che girando su se stesso produce delle vibrazioni che un software trasforma in suoni. Insomma tutto molto particolare. Non manca il tornio o la mola, ma di certo non sono loro i principali attori di questa visita, ma l'arte, moderna e particolare.

La visita si conclude nel centro del paese, dove si visita un vecchio forno dove le donne portavano le pagnotte per la cottura, segnandole con la loro sigla per riconoscerle in seguito. Bellissima la chiesa di San Nicola.

Visto il costo accessibile a tutti, 6 euro gli adulti e i bimbi fino a 10 anni gratuito, se vi trovate in zona fateci un salto. L'esperienza è garantita, l'assaggino dell'olio che non c'è lascia un pò l'amaro in bocca.

 

 

Ingresso grotta dell'arco

 

In località Bellegra è possibile visitare le Grotte dell'Arco, che prendono il nome da un arco naturale di roccia poco prima del loro ingresso. Sconosciute ai più al punto che persino in paese dubitano se siano aperte o meno, sono state prese in gestione dai Sotteranei di Roma e gestite da volontari.
È bene ricordarsi di indossare un giacchetto all'interno delle grotte, e non fare come i nostri compagni di avventura che sono venuti quasi in costume, con i bambini tremolanti vista la temperatura decisamente bassa all'interno e la tantissima umidità.

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Pitture rupestri

Le grotte sono state abitate migliaia di anni fa da uomini e da animali, tra cui una specie di orso alta 3 metri. Alcune pitture testimoniano il passaggio dell'uomo all'interno delle grotte. Ma anche cinquant'anni fa l'uomo ha fatto visita alle grotte, non per trovarne riparo ma per farne scempio. Scritte (che ora non ci sono) e stalattiti o stalagmiti divelte. Distruggere in cinque minuti quello che la natura ha compiuto in migliaia di anni. Niente male.

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Simpatica  e prepata la nostra guida, Silvia se non ricordo male il nome, che ha reso la visita piacevole ed interessante. Ci ha spiegato come alcune pareti sembrino dorate a causa di un batterio, ci ha mostrato formazioni calcaree nascoste, ed ha risposto a tutte le domande che gli abbiamo fatto. Molto brava.

Potete visitare le grotte in due modi: sulla comoda passerella senza alcun tipo di attrezzatura, oppure scegliere la visita speleologica con caschetto e stivaloni, forniti da loro, per scendere in profondità in tutta sicurezza.

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