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Bancarelle di Natale

 

Quest'anno a Palombara Sabina, in provincia di Roma, c'è un piccolo ma ben fatto mercatino di Natale, con qualche bancarella di legno nella piazza del castello (sono poche a dire il vero, una decina) e diversi prodotti artigianali nelle varie cantine nei dintorni dell'ingresso del castello stesso. Non manca il laboratorio per far divertire i bambini e fargli fare qualche disegno o qualche lavoretto di Natale.

Camera da letto di Babbo Natale

 

Non poteva mancare la casa di Babbo Natale, direttamente dentro al Castello, con una fila mostruosa (almeno 30 minuti) ma dal costo abbordabile e ragionevole, 5 euro gli adulti, 3 euro i bambini. Una volta accolti dagli elfi, i bambini trovano un altro piccolo laboratorio dove fare lavoretti, prendere il diploma da elfo, e scrivere la letterina da consegnare a Babbo Natale direttamente, dopo una nuova, ma più breve, fila per la foto. Foto gratuita che potete fare per conto vostro o acquistare subito dopo.

Esperienza positiva per i piccolini, piacevole e senza troppa ressa per gli adulti, tutto a una mezz'ora d'automobile da Roma!

Santuario della Mentorella

Sui monti Prenestini c'è un piccolo santuario, arroccato sul cucuzzolo di una montagna, perso nel tempo. Tranquilli, è comodamente raggiungibile in auto. Basta seguire le indicazioni per il paese Guadagnolo e poi deviare quando c'è l'indicazione per il Santuario della Mentorella.
Parcheggiata l'auto nel minuscolo spazio (una decina di auto non di più), si prosegue a piedi per 100 metri e si raggiunge il piazzale del santuario. Potete decidere quindi di seguire la messa se arrivate in un orario di celebrazione, ammirare la statua della Madonna delle Grazie, oppure continuare ad esplorare l'area del santuario. 

Ingresso alla grotta

Subito dietro la chiesa ci sono due possibili strade. A sinistra si entra nella grotta di San benedetto, qui sopra nella foto, passaggio molto stretto ma abbastanza agevole, dove chi vuole può trovare un minuto di raccoglimento nella luce tenue delle candele.
A destra c'è la Scala Santa, che porta alla cappella di Sant'Eustachio, dove ci sono tre campane e una corda, con un avvertimento che avverte il pellegrino di "non far da campanaro se il cuor tuo non batte da cristiano".

Panorama della vallata

Il paesaggio che si gode dalla sommita dello sperone roccioso dove si trova la cappella è davvero d'effetto. 

Impluvium

A Prima Porta c'è un piccolo tesoro che fino a qualche giorno fa mi era del tutto sconosciuto. La Villa di Livia.
La villa, che corrisponde alla villa di Livia Drusilla, moglie dell'imperatore Augusto, si trova all'interno del parco pubblico di Prima Porta, e l'accesso agli scavi si trova nel centro del parco stesso. Una volta raggiunto l'ingresso si possono subito vedere dei reperti, vasellame, sesterzi, pezzi di stucchi e affreschi ed un filmato con gli affreschi intonsi che ora si trovano nel Museo Nazionale Romano.

Per raggiungere la villa che è alle spalle di questo piccolo museo, si percorre una antica strada romana per cinquanta metri, e il colpo d'occhio che si ha è sui giardini della villa che hanno una bellissima veduta su quella che doveva essere la campagna romana.

Affreschi sulle pareti

Mosaico

La villa è in ottimo stato di conservazione. Passeggiando nei suoi ambienti non si può non notare l'impluvium principale (prima foto) o i mosaici in ottimo stato nelle diverse stanze, così come gli affreschi e le varie stanze termali, calidarium e frigidarium.
Inoltre è possibile scendere nella parte bassa della villa, dove gli ospiti trovavano refrigerio e dove sono stati rinvenuti intonsi gli affreschi conservati al Museo Nazionale Romano.

Una visita da non perdere se siete appassionati di storia romana.

 

Tor Caldara

 

Escursione adatta ai bambini, sempre pianeggiante.
Passeggino: Si, senza problemi
L'ingresso è gratuito, ma i giorni di apertura e gli orari sono abbastanza risicati, quindi consulatate prima su google o fate una telefonata.

L'oasi WWF di Tor Caldara si trova ad Anzio, 70 km a sud di Roma. Parcheggiata l'auto nel microscopico piazzale di fronte all'ingresso principale o nelle immediate vicinanze, si entra subito nell'oasi che ci accoglie con la casetta della forestale, una mappa gratuita da consultare e restituire prima di uscire, e una bellissima fontanella dove fare il pieno di acqua fresca. 

L'escursione è veramente semplice e alla portata di chiunque, è pianeggiante, su strada comoda, sterrata, e di breve durata. Facendo tutte le soste e mettendosi a leggere le varie didascalie sulla mappa o ascoltandole tramite QRCode dal cellulare, dovreste impiegare circa un'ora.

Solfatara

A metà percorso si comincia a sentire un forte odore di zolfo. Sono le solfatare che circondano la riserva, con punti di avvistamento ben segnalati da cui è anche possibile fare qualche foto, come quella qui sopra. Inoltre tornando indietro è possibile passare sul laghetto (a fine settembre asciutto) della solfatara che si trova all'interno dell'oasi.
Arrivati alla Torre, che è del 1565, si gode di un bellissimo panorama sul litorale laziale, sia verso nord che verso sud, il consiglio è quindi di prendervi tutto il tempo per fare qualche bella foto.

Laghetto Solfatara

Laghetto artificiale creatosi a seguito dell'esplosione di una bomba durante la seconda guerra mondiale.

Tornando indietro tenete d'occhio la mappa e girate sulla destro verso i punti 13 e successivi. Si arriva cosi in un punto dove le truppe inglesi si nascosero e si accamparano durante la seconda guerra mondiale per evitare di essere visti dalle ricognizioni aeree dei tedeschi, vista la fitta vegetazione. Piu avanti invece c'è un laghetto artificiale creatosi dall'esplosione di una bomba sganciata sulla zona durante il famoso sbarco di Anzio.

Il giro si conclude passando per le gabbie di recupero della fauna selvatica, che è possibile vedere da apposite feritoie. Quando uscite non dimenticatevi di lasciare la mappa che avete preso all'ingresso.

La Sorgente del Tevere

Molti romani forse non si sono mai chiesti dove nasce il fiume più importante per la storia del nostro Paese, il Tevere, che era già il fulcro della vita degli antichi romani. In tuttà onesta ero uno di quei romani che non aveva mai visitato la sorgente, che non è poi nemmeno così lontana da Roma. 

La sorgente si trova sul monte Fumaiolo, a Verghereto, dove una volta raggiunto il valico e lo spiazzo con i due punti di ristori, si parcheggia l'auto e si prosegue a piedi. E' una passeggiata alla portata di tutti. 600 metri nel bosco, in leggera discesa, ma serviti da comodi "scalini". In dieci minuti quindi si arriva a quella che è la mamma del fiume che vediamo tutti i giorni noi romani. 

Si può bere l'acqua? Io l'ho bevuta, molti la bevono, se chiedi a quelli del posto ti dicono "vai tranquillo", quindi non temete e rinfrescatevi, l'acqua è gelida e buonissima. 

Poco più accanto, sulla sinistra, c'è una colonna con un'aquila romana, voluta da Mussolini. Sembra quasi voler rubare la scena alla vera sorgente. Addirittura per poter dire che il biondo tevere nasceva nella sua terra fece spostare il confine dell'emilia e della toscana, ma questa è un'altra storia.. concentriamoci sulla sorgente. Una volta uscita dal monumento segue dei corridoi di cemento e sparisce lontano nel bosco. Riceverà poi numerosi affluenti, tra cui i più importanti il Nera (quello che gli da più acqua) e l'Aniene.

Vedere questo posto incontaminato e poi pensare a roma è in piena fa sorridere. Bisogna goderselo qua, dove nasce, dove tutto è davvero più magico!

 

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