Pictures of my travels

Città Europee

Rynek Główny

Il primo pensiero dopo aver prenotato l’aereo è stato: “riusciranno i miei figli a stare buoni il tempo necessario”? Tutto sommato si sono comportati bene. Complice la durata del volo, di sole due ore, l’emozione di volare per la prima volta, e il pensiero rivolto al loro primo viaggio all’estero.

Dove?

Cracovia.  

Qualche giorno prima di Natale  prendendo i voli giusti siamo riusciti a fare quattro giorni ad un costo davvero molto basso. Cracovia ci ha attirato per la sua storia, e per le varie attrazioni più compatibili agli interessi di una famiglia, bambini compresi.

Il trenino ci porta alla stazione centrale di Cracovia, Kraków Główny , che è una sorpresa. Scesi dal treno , per uscire in strada, si passa attraverso il centro commerciale più grande che hanno e quindi fin da subito abbiamo avuto a disposizione un bancomat (in zona sicura) per prelevare gli Zloty e un supermercato per comprare la prima colazione per il giorno dopo.

Mercato coperto

Teatro dell'Opera

Sebbene sia un paese dell’Unione Europea la Polonia ha mantenuto la propria sovranità monetaria, a tutto vantaggio di noi turisti. Complice il cambio favorevole dove 4 zloty circa equivalgono a 1 euro, il costo della vita è decisamente sostenibile. Nel mio caso 94 euro sono bastati per 3 giorni, pranzo e cena fuori (alle bancarelle di Natale quasi sempre, ma senza risparmiarci sui bis), ninnoli, pensierini per  visite e quant’altro. L’unica cosa extra che ho pagato con il bancomat sono state le visite alla Fabbrica di Schindler e alla miniera di Sale di Wieliczka.

 

Il Centro

 

Superato l’elegante teatro Juliusz Słowacki prendiamo la via Florianska, piena di vita, pub, ristoranti, negozi e raggiungiamo la piazza centrale di Cracovia, Rynek Główny, la più grande piazza medievale d’Europa. Luci, alberi di Natale, bancarelle dai mille sapori sono li ad attenderci. Se non fosse per la pioggia sarebbe tutto perfetto. Il cibo alle bancarelle è invitante, partiamo subito con una fetta di pane bruscato, enorme, con sopra cipolla in padella, molto saporita da chissà quale intruglio di spezie e sapori. Buonissimo. 

I bimbi storcono il naso. Nella bancarella di fianco ritrovano il sorriso quando vedono le patate abbrustolite, dal sapore ottimo. In un’altra ancora mangiano della scamorza fondente. Poi ancora della gustosa cioccolata fondente dalle forme di attrezzi del fai da te. La scelta non manca.

Nel centro della piazza c’è una torre, la torre del vecchio municipio, Wieza Ratuszowa, che ha come ultimo ingresso le 16.45, non ricordo esattamente l’orario, ma siamo li. Scaleremo i suoi 110 gradini di pietra l’indomani, per raggiungere i 75 metri d’altezza, da dove si domina la piazza sottostante. Purtroppo però non c’è un “fuori” e si può vedere, male, sotto ai nostri piedi solo attraverso dei finestroni. I bambini però si divertono nella salita e nella discesa, arrampicandosi su questi sacalini, spesso molto alti, che si sono rivelati per loro insidiosi ma divertenti nella fase discensiva.


Sempre sulla piazza centrale c’è la Basilica di Santa Maria, Kościół Mariacki, visitabile a pagamento nella sua interezza, cosa che abbiamo fatto. Per scoprire poi che tutto sommato entrando nella parte dei fedeli, si vede un po' tutto quello che c’è da vedere. Costa poco, è molto bella, ma a meno che non siate super appassionati del genere, entrate dall’ingresso principale e guardate tutto da li.

Dalla torre

Via Florianska

Nel centro della piazza c’è il mercato dei tessuti, Sukiennice, pieno di artigianato locale, luogo ideale per comprare qualche souvenir da portare a casa a parenti o amici.

Proseguiamo la passeggiata verso il Castello di Wavel, il castello della città, che dalla piazza centrale si raggiunge in pochi minuti percorrendo via Grodzka. Alla fine della via salite al castello e andate alla biglietteria per comprare i biglietti delle varie zone visitabili. Domenica è gratuito. C’è una parte molto interessante che ci mostra le vecchie fondamenta del castello e i ritrovamenti effettuati durante gli scavi. Poi si può visitare l’interno con le varie stanze, la sala del trono, dei ricevimenti e cosi via. 


Se vi trovate in zona castello all’ora di pranzo o di cena vi consiglio di pranzare al Bar Grodzki in via Gordzka 47, un ristorante espresso molto carino ed economico, con diversa scelta e possibili opzioni vegetariane o vegane.

 

La Fabbrica di Schindler

Fabbrica di Schindler

Per raggiungere la fabbrica dal centro bisogna prendere il tram numero 8 o il numero 13, facendo il biglietto direttamente sul mezzo o mentre lo aspettate in banchina. Si scende alla piazza degli eroi del ghetto, caratterizzata da tante sculture di sedie poco distanti l’una dall’altra, e si prosegue a piedi per via Kacik, fino a passare sotto un sottopasso, continuare dritti altri 200 metri, e trovarsi finalmente di fronte l’ingresso della fabbrica.

L’ingresso è a pagamento. Premetto che della fabbrica vera e propria non si è visto molto. E’ più un museo che raccoglie diverse testimonianze sull’occupazione nazista, la guerra, e ovviamente delle persone scampate all’olocausto grazie ad Oscar Schindler. Visita interessante sicuramente, anche per i più piccoli, che non rischiano di rompere nulla e nel mio caso si sono dimostrati interessati, cercando di capire cosa fosse accaduto in quel posto e a quelle persone.

 

La miniera di sale di Wieliczka

Miniera di sale di Wieliczka

Per raggiungere la miniera dovete andare alla stazione, prendere l’autobus 304 e scendere dopo circa 45 minuti, controllando sul telefono la posizione o più semplicemente chiedendo all’autista.

Il costo della visita per una famiglia di 4 persone è di 60 euro. Ci sono visite che partono di continuo. Le più frequenti, oltre a quelle in polacco ovviamente, sono quelle in inglese. Per l’italiano ci sono 3 orari. Conviene prenotarsi prima, perché c’è un numero chiuso di persone, superato il quale si slitta al turno successivo. 

Si inizia scendendo una scalinata in legno. Dopo tanti, ma veramente tanti scalini, si raggiunge il primo punto dove la guida, obbligatoria, raduna le persone, e spiega come comportarsi all’interno della miniera. Siamo a 35 metri di profondita. Già che ci siete, non dovesse dirvelo la guida, “assaggiate” le pareti. 

Più ci si addentra nella miniera più si scende. Passando per le varie stanze che ci mostrano il duro lavoro dei minatori, la vita grama degli animali che per 15 anni non vedono la luce del sole, si scende fino a 65 metri e poi ancora a 100 metri, dove si apre una sala che dopo tanto buio e spazi angusti lascia senza parole. Qui troviamo tantissimi quadri fatti di sale, statue, un altare per la messa (qui ogni domenica se ne tiene una) e una statua di Papa Wojytila, anche questa di sale.

 

Mentre continuiamo a scendere la guida si ferma e ci racconta la triste storia della miniera e della Polonia, sempre al centro di diversi contenziosi, una nazione senza mai pace. Russi, austriaci, tedeschi. Un vero disastro per le loro bellezze e risorse.

Passiamo in una sala alta 65m, con una struttura in legno imponente costruita dagli esperti minatori per rinforzare il soffitto. Siamo ormai giunti nel punto più basso, 135 metri di profondità. C’è un piccolo laghetto che lascia presupporre l’utilizzo di piccole imbarcazioni per trasportare il sale nei canali sotterranei.

Qui la guida ci saluta. C’è un punto di ristoro, uno negozio di souvenir, e una sala da ballo dove si svolgono ancora oggi feste, matrimoni ed eventi privati.

Per risalire si usa un ascensore stretto e su tre livelli che pochi secondi ci riporta in superficie.

 

Cracovia per i bambini

Il drago, simbolo della città

Ma i bambini a Cracovia? I miei di 5 e 7 anni se la sono cavata egregiamente. Le distanze a piedi non sono mai esagerate, il centro è piccolo e alla portata anche dei bambini più pigri. Si divertiranno a salire la torre al centro della piazza principale, troveranno interessante la fabbrica di Schindler e stupefacente la miniera di sale.

Prima di partire ho consultato tantissimi blog per cercare di capire se Auschwitz potesse essere una meta adatta a loro. Le opinioni sono molto contrastanti. La scelta di non andare è stata dettata dal buonsenso più che dai forti contenuti della visita, che è consigliata dai 14 anni in su. Con i miei figli avevo già trattato l’argomento ed ero sicuro che filtrando qualche contenuto non ne sarebbero rimasti turbati, ma ho comunque scelto di non andare per timore che potessero diventare troppo vivaci in un luogo dove il rispetto deve essere assoluto. 

 

Conclusioni

 

Cracovia è stata una piacevole sorpresa. Pulita, ordinata, funzionante e bene organizzata come tutte le città dell’est europa che ho visitato fino ad ora. Il costo della vita ci è molto favorevole, quindi alla prima occasione non esitate e dedicatele un paio di giorni. Saprà farsi apprezzare da grandi e piccini. Le attrazioni non mancano, pianificate prima il viaggio e decidete delle priorità, visto che alcune visite richiedono una mezza giornata.

 

Anche quest'anno la nostra genitilissima e sempre disponibile amica d'oltralpe, Barbara, ci ha ospitato in occasione del salone dell'auto, visto che Max, appassionato di motori non voleva perderselo!

Cosi la mattina presto, molto presto, saliamo sul trenino che ci porta all'aereoporto di Fiumicino, dove la EasyJet per qualche spicciolo ci porta fino a Ginevra. Non appena atterrati le nostre strade si dividono. Max va a vedersi le sue automobili, io e Vale facciamo un giretto per ginevra, proprio come l'altra volta.

Il tempo è sereno, ma ventoso. In riva al lago tira un vento micidiale che non ci fa godere a pieno la passeggiata! Trovato un piccolo riparo mi sdraio lungo il molo a fare qualche foto.

Lungolago di Ginevra Svasso

 

Nel pomeriggio si decide per andare sul monte Salève, che però si è rivelato un pò una delusione. Sebbene ci fosse ancora la neve non c'era poi molto da vedere. Il panorama di ginevra vista dall'alto merita sicuramente, ma il prezzo del biglietto della funivia non è proprio contenuto. Nonostante Vale sia in dolce attesa abbiamo fatto un piccolo sentiero che in 30 minuti ci ha portato alla rampa dove si lanciano i deltaplani. Peccato non ce ne fosse nemmeno uno, ma ricordo che la giornata non era forse delle migliori, causa vento fortissimo.

La sera sul lungo lago mentre aspettiamo di riunirci a Barbara e Max incontriamo un signore in bicicletta con un cagnolino che lo segue. Viene dalla Puglia e sono 50 anni che vive li. Tornerebbe in Italia? "Solo per i matrimoni".

La sera scopriamo che Ginevra non è cosi cara come si potrebbe pensare. Tutto sommato una onestissima pizza con birra ci è costata nemmeno 20 euro. Il trucco c'è, e si vede pure. Il prezzo della pizza è caro, piu alto che in italia ovviamente, ma non si paga il coperto e l'acqua è gratuita. Esatto, l'acqua del sindaco, quella che a noi dicono non si possa avere, li te la consigliano loro.

Faro e Jet d'Eau

 

Sabato mattina andiamo alla stazione per prendere il treno che ci porterà prima a Losanna, poi a Montreux. Non avendo prenotato per tempo una macchina a noleggio non avevamo altra scelta.

I treni in svizzera non sono sono puntualissimi, ma anche pulitissimi. Il treno diretto era bello tanto quanto il nostro eurostar, ed altrettanto pulito e comodo. Fantastico. Abbiamo viaggiato comodissimi e nel silenzio piu assoluto. Impagabili davvero questi treni.

Su Losanna ho poco da dire. Non è che mi sia piaciuta molto, ci siamo stati giusto il tempo del pranzo e poi siamo fuggiti verso Montreux, che si è rivelata una piacevolissima sorpresa. Un lungo lago vivace, pieno di colori, di gente, di animali.

Qui la pazienza di Vale, Barbara e Max mi ha permesso di fare milioni di foto, e qualcuna è anche venuta bene. Sotto la statua di Freddy non poteva mancare la foto che feci anche a Garden Lodge. Un piccolo tributo al mito di molti di noi.

Losanna Tributo a Freddy Mercury

 

In attesa del tramonto per immortalare lo splendido panorama di Montreux inganniamo l'attesa nel Casinò. Cambiati 20 CHF ce li facciamo bastare per un'oretta al gioco dei cavalli. Si vince, si ride, si perde. Si va quasi in paro. Siamo sotto di 4 CHF. Ma ora devo proprio scappare, il sole sta tramontando e non posso perdermi questi scatti. Non arriviamo fino al castello di Chillon, purtroppo, ma Vale è stanca e non proseguiamo oltre! Riesco comunque a fare qualche bello scatto.

Aperitivo con un buon bicchiere di vino e poi ci ficchiamo dentro l'unico ristorante aperto. Si perchè in Svizzera dopo una certa ora chiudono TUTTO! Anche i ristoranti.

Il tipo che ci accoglie è di Salerno, vive a Montreux da un pò, e anche lui sta cosi bene che non ci pensa 2 volte a tornare in italia.

Io rimangio la pizza. Essendo vegano non ho molta scelta al ristorante, però la focaccia è buona, la pasta commestibile e alla fine mi sono saziato. Ma essendo questo un posto turistico (ma l'unico aperto) la botta è forte! Quasi 30 euro a persona. E crepi l'avarizia!

Montreux Montreux

Montreux

 

Si rientra a casa la sera, stanchi ma soddisfatti. La mattina dopo non abbiamo fretta, dormiamo, ci riposiamo e poi facciamo un ultimo giro per Ginevra, prendiamo un caffè, salutiamo la nostra amica Barbara e torniamo in aereoporto.

Appena atterrati il trenino che ci riporta a casa ci ricorda il nostro bel paese. Sporco, in ritardo, e per fare 40 km impiega piu del volo...

 

Partiti con un volo che giá aveva un orario strano, aggiungiamo un'ora di ritardo e il risultato e' arrivare a Budapest all'una passata. In aereoporto l'hotel ci aveva fatto venire a prendere da un signore gentilissimo, Romolus, originario della transilvania e con il quale abbiamo fatto una bella chiacchierata nel tragitto aereoporto - hotel.

C'é da dire che non sono abituato a questo tipo di accoglienza, anche perchè di solito gli hotel dove soggiorno non sono nemmeno catalogati :D. Un 5 stelle lusso, con tutti i servizi che vi vengono in mente. ma proprio tutti. Il pacchetto Boscolo prevede questo, meglio cosi.

La mattina siamo andati nella struttura principale dell'hotel (noi siamo nel residence, 5 stelle anche questo), abbiamo fatto una colazione da sultano in una sala enorme che, come ha detto luc, "ma che stai mangiando a versailles?"

Ho esagerato. Mi sono servito al buffet 5 volte, toast, succhi, caffe, nutella, ogni cosa. Domani mi faccio pure i panini, oggi non avevo lo zaino.

Cominciano il nostro giro per la cittá e scendiamo subito ai mercatini di natale. Bellissima l'atmosfera (soprattutto stasera quando ci siamo ripassati), bella gente che mette in mostra antichi mestieri, piatti prelibati e dolci da leccarsi i baffi. Tutta carne peró. Ci attira un banchetto che per soli 500 fiorini ungheresi (1,5 euro) ci da metá baguette con formaggio e funghi. Ma non basta. Forse colpa del freddo. Entriamo al volo ad un BK e prendiamo le patatine.

Nel primissimo pomeriggio attraversiamo il ponte delle catene, e andiamo a vedere le terme gellert. Non siamo preparati, seppur molto belle rinunciamo. Visitiamo la chiesa nella roccia, ma non nego che tra la parlantina dell'audioguida e il caldo della grotta sulla sedia mi sono addormentato.

Qualche foto in cima al monte gellert, si riscende per un'altro ponte, ma il nome non lo so, magari ve lo dico poi.

Stavolta tappone obbligatorio con cioccolata e dolce tipico dal nome appuntato sul quadernino e che a memoria mi risulta impossibile pronunciare, tantomeno scrivere. Passeggiata per via Vaci, sotto la metro e in hotel. Ora mi butto in spa, sempre gentilmente offerta dall'hotel. Approfitto, di solito gli hotel in cui bazzico non sono catalogati a stelle. Forse non sono catalogati affatto...

Per ora tutto qui, vi aggiorno come posso! :)

 

Non ero mai stato in una SPA! L'ho trovata esagerata. E soprattutto quella del mio hotel non era neanche caratteristica, al contrario di quanto mi aveva detto il receptionist. Insomma potevo evitare, troppi sprechi, gente che non gradisco.

La sera a cena riusciamo a trovare il nostro solito zozzone, che ci fa mangiare due pizze margherite per 1500 fiorini, circa 5€. Niente male.

 

17/12/2011

 

La domenica comincia con un'altra abbondantissima colazione e stavolta mi faccio anche i panini per il pranzo. Andiamo a prendere la metropolitana stando attenti alle velocissime scale mobili, probabilmente killer spietate di tutti quei vecchini che tentano di prenderla ogni giorno. Vanno davvero forte!!!

Arriviamo al castello grazie alla simpatica funicolare. Un giro panoramico, scendiamo ai bastioni dei pescatori e li mi accorgo che c'è ancora gente che utilizza i rapaci per scopo di lucro. Un bellissimo falco ed un'aquila (incappucciata per giunta), sono prigionieri di due tizi che offrono la fotografia con l'animale per qualche fiorino. Triste, eppure molta gente approfitta.

Scendiamo verso l'isola margherita, prendiamo un tram, la fermata è proprio a metà ponte. Panino e un rapido giro per poi correre a visitare il parlamento. Una guardia però mi ferma "Non puoi passare". E chi sei, Gandalf? Io volevo solo vedere il parlamento, non ti incazzare. Qua si incazzano un pò facile sti Ungheresi. Se non capisci una cosa te la ripeto incazzati!

Visto che il parlamento è chiuso per oggi (che culo!), ci limitiamo a vedere lo spettacolo in costume nella piazza che gli è di fronte. Poi tornando verso la metropolitana passiamo in una bella piazza piena di altre bancarelle del natale.

Anche qui tutto molto folkloristico, anche il tizio che si incazza quando non capisco come si dice vino. VANTU! E statte calmo!

Entriamo nella basilica di S. Stefano. Ad attenderci sull'uscio l'immancabile Zi prete che però chiede i soldi. Offerta libera, di 250 fiorini. A PERSONA!!! Me cojoni. Ma una volta almeno le chiese non era gratis? E se non paghi ti rimanda indietro. Alla faccia dell'offerta, quindi! Per carità, bella chiesa, ma dai... approfitto di una panca e mi inginocchio a scrivere qualche appunto sul mio taccuino.

Uscendo corro dietro a 6 vecchine tutte agghindate con costumi tradizionali, chiedo il permesso per una foto.Accordato.

Vicino alla fermata della metro hanno allestito una pista di 4 metri per snowboard. Un ragazzo si ammucchia sul cemento. Fine della giornata per lui.

I mercatini di natale a ridosso della metro ci vedono protagonisti ancora una volta degli ultimi pensierini per la mia nipotina e la figlia di amici, poi andiamo a prendere l'aereo.

La wizz air è come la corriere roma-frascati. Un dramma. Partiti con 1 ora di ritardo abbondante arriviamo a roma con 1.30h di volo.

Da fiumicino a casa, grazie ai nostri portentosi mezzi pubblici, ne impiego due..

E domani si ricomincia..

 

 

Maledetta RyanAir. Già il viaggio è cominciato male. Mi hai preso una valigia e me l'hai messa sotto perchè gli italiani avevano portato i trolley per stare 100 giorni. E tu la levi a me? Che poi mi tocca pure aspettare che la sbarchino... -.-

L'arrivo a Dublino cmq è stato tranquillo. Aereoporto servito benissimo dall'autobus numero 747, come il boeing, che con 6 euro ti porta fino in centro. Conviene però fare la tessera valida per piu giorni. La fame è tanta, troppa, si decide la sosta al Burger King. Paninozzo Vegetariano, patatine, Pepsi Cola. Ahhhh adesso si ragiona.

Bisogna arrivare all'hotel e disfarci dei bagagli, in modo da poter cominciare subito a fare un giro per la città, che già vedo brulicare di persone. Appartamento carino, pulitissimo, comodissimo ma soprattutto a 2 passi da ogni cosa, soprattutto da Temple Bar!Tongue out

Scaricati i bagagli facciamo subito due passi fino a St. Patrick, ma ormai è troppo tardi, sta per chiudere, quindi siamo costretti a rimandare la visita. Ce ne andiamo al centro, vero Stephen Green Gardens, piccolo polmone verde di Dublino. Da li a Grafton Street, shopping street della città. Tra i vari artisti di strada che si esibiscono, la gente e i negozi, i pub non passano inosservati. Sono tantissimi, pieni come un uovo e tutti li che mi aspettano.

 

Difatti prendiamo il primo birrone della giornata, una buonissima Guinnes ghiacciata. Ormai sono le 20.30, e torniamo a casa per una veloce doccia. Riposo quel tanto che basta e si riparte per Temple Bar, verso le 22! E' ancora giorno. Fantastico. Qui il sole comincia a tramontare verso le 21.45, cosi fino alle 22.15 c'è luce.

Temple Bar è come una Trastevere d'oltremare, piena di pub, locali, gente a fiumi, musica. Incredibilmente affascinante ed accogliente. L'Hard Rock è tappa fissa, ormai la collezione di Tshirt è avviata e quella di Dublino non posso farmela mancare. Dopo l'ennessima birretta si torna a casa, sfranti.

 

3/06/2011

 

Si riparte da dove avevamo tentato il giorno prima. Christ Church, bellissima chiesa medievale, poi la cattedrale di St. Patrick. Molto molto bella, forse un pochino cara per quello che ha da offrire, ma tutto sommato il prezzo di 6 euro (o forse erano 4?) era accettabile. Dopo un sandwich strepitoso e una chiacchierata sulle differenze tra Roma e Dublino ci fermiamo in una caffetteria/ristorante/supermercato/edicola/acquaesapone e prendiamo 2 bei bibbitoni di caffè in attesa di visitare Dublin Castle.

Qui si entra solo con la guida (esclusivamente inglese), la nostra molto simpatica. Ci hanno fatto vedere poche stanze, ma tutto sommato il tour è stato appagante. Il giro finisce con la visita alle vecchie fondamenta del castello, dentro l'unica torre rimasta, visto che le altre sono state bombardate e distrutte durante i vari assedi.

E adesso mi tocca. Si va da Penny's, quello che a Londra chiamano Primark. In pratica un grande magazzino con roba a prezzi bassissimi. Tempo totale necessario a Valentina per gli acquisti: 3 ore!!!!!! No, dico, TRE ORE! Ho approfittato anche io comprando 2 pantaloni, corto e lungo, per 69 euro! Torniamo a casa con 120 buste per riposarci quel tanto che basta da permetterci di fare una bella passeggiata a Phoenix Park, il più grande parco cittadino d'Europa. Volevo cercare di fotografare i cervi, ma mi ha detto male. Non ne ho visto nemmeno uno sebbene per un'ora abbia camminato su un tappeto di merda! -.-

Concludiamo la giornata con una cenetta a Temple Bar in un ristorante neozelandese (l'abbiamo scoperto solo dopo), il GBK, dove ho tradito la Guinnes per una birra Neozelandese appunto, la Steinlager.

 

 

04/06/2011

La mattina dopo si va a Kilmainham Gaol, prigione simbolo della ribellione irlandese contro l'impero britannico, luogo davvero interessante ed angosciante, nonchè teatro di film come "Nel nome del padre". La visita guidata ci illustra la storia di queste mura, di queste celle. Ci racconta di come vivano i prigionieri. Del più piccolo di loro, un bambino di 7 anni, colpevole di un furto di poco conto, quasi sicuramente avrà rubato per mangiare.

E' ora di pappa e ci fermiamo in un posto che fa la pizza proprio li vicino. Leggiamo i prezzi e ci sembrano buoni. Una pizza gigante a 15 euro. Ci si mangia in quattro, ci avanza pure. Mentre il tipo prepara mi accorgo che mentre sul listino c'è l'offerta speciale con patatine e bibita da 1.5L, a me con 15 euro voleva dare solo la pizza. A belli capelli, viè un pò qua! Con molta educazione gli faccio notare della mega sola che voleva darmi e mi piazza subito sul tavolo Coca Cola da 1.5L con patatine fritte maxi-giganti. Mo si! Da dire che il tipo non era irlandese però eh!

Visto che le giornate qua sono molto lunghe decido di ficcarci dentro due altre destinazioni. La fabbrica della Guinnes in primis, Howth nel tardo pomeriggio.

Pagando con la carta scopro che vengo omaggiato di una birra extra. Ficata. Il giro della Fabbrica è più o meno la stessa roba della fabbrica dell'Heineken. C'è l'assaggino, ti fanno vedere come fanno questo e quello e poi si arriva alla degustazione, che se nell'Heineken era al piano terra qui è su una terrazza che domina tutta Dublino. La particolarità è che è fatta a forma di bicchiere, una pinta per l'esattezza.

Scolate le 4 Guinness torniamo rapidamente giù per comprare 2 stronzatine da riportare a casa e poi andiamo a prendere il treno per Howth.

 

 

Howth è fantastica. E' a 2 passi da Dublino, ci si arriva con l'autubus che parte dal centro o con il treno. (Se avete la tessera dell'autobus andate con quello, è roba di mezz'ora al massimo). Una città di mare, di pescatori. Un piccolo villaggio pieno di barche. Qui c'erano molti italiani che lavorano per conto proprio, vendendo prodotti nostrani, e molti altri che lavorano nei pub o nei ristoranti.

Passeggiando in riva al molo ci accorgiamo che in acqua ci sono... le foche! Ebbene si, le foche! Ma che spettacolo. Mai vista una foca in libertà prima d'ora, ed eccomi accucciato a fotografarla. Molto confidenti e sicuramente abituate a sfruttare la situazione. Probabilmente le barche quando non c'è turismo qualche pesciolino lo tirano in mare perchè non si può vendere e loro ne approfittano. D'estate ci pensano i turisti.

Ma Howth ha qualcosa di più bello da offrire. Le scogliere tipiche dell'Irlanda. Lo spettacolo è affascinante, mozzafiato. Quando dall'alto della collina si intravede il faro in lontananza resto incantato. Il giro completo richiede 3/4 ore, dipende dalle vostre gambe. Sono circa 11km!

E' difficile spiegare a parole la bellezza di questo posto, forse una foto rende di più l'idea.

 

Qui sulle scolgiere trovano rifugio le migliaia di gabbiani che ci sono.

Si torna a casa, stavolta con l'autobus. A saperlo non buttavamo i soldi del treno per l'andata. In centro arriviamo verso le 20.30, troviamo in una viuzza un ristorante che a prima vista sembra indiano, poi scopriamo essere arabo, ma la clientela è indiana. A me sembra cosi. Comunque mangio un riso al curry buonissimo con contorno di patatine al curry. Tutto curry! Frammenti di giappone sempre presenti dentro di me. Costo della cena: 3.50€ ! Eccezionale rapporto qualità prezzo. E proprietario davvero simpatico.

Distrutti torniamo a casa a dormire.

 

5/06/2011

 

L'ultimo giorno è libero. Senza programmi. Anche se una parte della mattinata la passiamo a cambiare le magliette che abbiamo comprato i giorni precedenti. Meno male che ci è venuto in mente di provarle. In pratica se porti la M devi prendere la XL! Le taglie sono più piccole che da noi. Cosi torniamo alla Guinnes per un cambio rapido e conosciamo una ragazza che lavora li. Ci racconta che a Dublino si sta molto meglio che a Parma, che si guadagna molto di più e che in italia non ci torna manco morta.

Torniamo anche da Carrol's, una catena di souvenir a poco prezzo e molto carini. Anche qui cambiamo le magliette.

Tutto fatto. Andiamo a vedere il trinity college che ci avanza un pò di tempo. Ultimi giri per dublino e poi si va in aereoporto, dove la RyanAir ci fa la seconda sorpresina.

Dopo aver fatto l'imbarco prioritario, con gente che è entrata con trolley alti 2metri e mezzo, fermano tutti ed imbarcano il bagaglio a tutti. Anche zainetti microscopici. 40 di qua, 40 di la, alla fine della giornata hanno fatto 2000 euro di extra. Ma io ho fatto la foto del mio trolley che entra perfettamente nella vaschetta e adesso sono cazzi vostri, bastardi!

 

 

Ginevra è una città molto carina, piccola ed accogliente, purtroppo abbastanza costosa, soprattutto dal punto di vista cibo! Tutto è nato dall'idea di Max di andare a vedere il salone dell'auto. Perchè no, mi dico? Ti accompagnamo, però noi ci vediamo Ginevra che non l'abbiamo mai vista.

Ero già stato a Lugano e dopo diversi anni eccomi a visitare un altro cantone, quello Francese.

L'ecologia qui la fa da padrone, addirittura ho visto i raccoglitori per la differenziata delle... cialdine del caffè! Incredibile ma vero. Gli svizzeri ci tengono, al verde. Anche se non tutti i parchi pubblici sono puliti e curati, i più importanti sicuramente lo sono.

Arrivati all'aeroporto viene a prenderci un'amica di Max, che è così gentile da invitarci persino a casa sua per la notte. Considerando i prezzi di Ginevra mi va di lusso. Ringrazio per la cortesia ed approfitto. :)

Siamo arrivati poco prima di pranzo, quindi subito a fare un giro perchè qui i negozi/bar e quant'altro alle 18 chiudono, e non fanno sconti a nessuno. Nel vero senso della parola. Sebbene i prezzi dell'elettronica e dell'abbigliamento siano a grandi linee come in italia, il mangiare è veramente caro. Fonduta, 4 persone, 100 euro! In pratica pane e formaggio.

Però che vuoi fare, qui il benessere è tanto, si vede, la crisi non li ha sfiorati, o almeno non me ne accorgo. La sera quando sono le 21.30 è già un pò che la gente è in giro, e i primi ragazzi li vedi già rincasare, un pò alticci. Considerando che anche a lugano era più o meno la stessa cosa ci posso stare. I ritmi sono diversi, non c'è niente da fare.

Il secondo giorno salutiamo la nostra amica e prendiamo strade diverse. Max al salone dell'auto mentre io e Vale facciamo un giro per la città. Palazzo dell'ONU, passiamo per l'orto botanico, e tutto il lungo lago, fino al getto d'acqua che avevamo visto anche il giorno prima, arrivandoci fin sotto. Il lago di Lemano è enorme, più grande del lago di garda. Offre spunti meravigliosi sulla città se siete amanti della fotografia come lo sono io.

La città è però deserta, domenica è tutto chiuso, ahimè. Peccato perchè per chiuso intendo TUTTO, anche i musei, non ho quindi potuto visitare il museo degli orologi.

Sarà per la prossima..

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