Pictures of my travels

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EscursioneDa Campoli appennino a Monte Serrone (1.974m) - sentiero a destra Q2
Luogo: Campoli Appennino, Sora, Pnalm. (ex ristorante Cicerone)
Condizioni Meteo : Soleggiato
Difficoltà: Escursione molto lunga e con dislivello elevato 1100m. Alcuni punti sono da fare a quattro mani. Verso la vetta presenza di vipere.
Durata: 7h00m  - Giro ad anello
Panorama: 4,5/5 – Superata la faggeta si percorrono gli ultimi chilometri tutti in cresta, cosi il ritorno. Veramente Un panorama fantastico.

 

14.7 km, 06:33:39

Insieme all'amico Marco Pantanella e ad altri simpatici escursionisti, Michela, Alessandro e Fulvio, partiamo da Roma in direzione Sora, più precisamente Campoli Appennino, per affrontare una lunga ma bellissima escursione nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Si parte nei pressi dell'ex ristorante Cicerone, mettiamo gli scarponi e ci avviamo sul sentiero Q2, a destra, a circa 950m . La prima parte del sentiero è semplice e sale su una mulattiera larga e comoda, fino ad inoltrarsi nella faggeta dove prosegue comoda ancora per qualche chilometro. Dopo aver superato il rifugio Simoncelli (tenetevi alla sua sinistra) fate attenzione agli alberi a sinistra, in un nodo di uno di questi bellissimi faggi è stato allestito un piccolo presepe.

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Si prende poi una deviazione nel bosco per uscire dalla faggeta. La pendenza sale, ma in una mezz'ora arrivamo alla prima croce che si incontra in questa escursione, e primo punto panoramico da cui è possibile vedere tutta la vallata appena percorsa. Il percorso da qua è tutto scoperto, bellissimo e panoramico. Ma il livello di difficoltà sale. Non c'è più la comoda sterrata, ma si passa su crinali pieni di rocce, fino a quando, superata una piccola collina, si riesce a vedere il Monte Serrone e la sua vetta, meta dell'escursione.

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Nella foto qui sopra si vede il sentiero che taglia la montagna e raggiunge la vetta. Quella è però una delle due vie possibili ma non quella scelta da noi. Marco ci guida sulla cresta di sinistra, fino in cima e poi da li raggiungiamo, sempre in cresta, la vetta del Serrone. Attenzione perché questo è territorio di vipere e proprio Marco per poco non ne calpesta una. Finalmente arrivati in vetta è tempo di fare un meritato spuntino.

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balzo di ciotto

Scendendo ritroviamo la vipera dell'andata sullo stesso sasso, a prendersi quel sole che prima gli avevamo negato. Anche stavolta come si accorge della nostra presenza si allontana velocemente. Scendiamo per un breve tratto sui passi dell'andata, poi continuiamo sulla destra, senza mai lasciare il sentiero di cresta. Dobbiamo percorrerla tutta fino ad arrivare sotto un'altra vetta, Punta Mazza, e da li scendere con molta attenzione fino a rientrare nella faggeta. Attenzione in questo punto, la presenza di foglie secche e l'estrema pendenza può rivelarsi difficoltoso. Mani libere per eventuali scivoloni. Prima di scendere mi prendo il tempo di una foto di tutta la cresta appena percorsa.

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Tornati nella faggeta il sentiero prosegue senza grosse difficoltà, ma scende molto più gradualmente di quanto non sia salito all'andata, passando per pascoli di cavalli e radure che intervallano il bosco. Bellissimo l'incontro con le neo mamme a quattro zampe e i loro puledrini. Purtroppo temo siano cavalli da macello.

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L'ultima parte della sterrata è davvero lunga. Decidiamo di tagliare e concederci un pò di "avventura". L'impresa riesce, risbuchiamo sopra il ristorante, ultima curva e di nuovo tutti a casa.

 

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